Fassone e Mirabelli, dead men walking…

Quale futuro per il duo dirigenziale del Milan formato dall’amministratore delegato Marco Fassone e il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli?

di Redazione

di Enrico Maggioni

Scelti per tempo dagli investitori cinesi ancora in trattativa con Silvio Berlusconi, rispettivamente AD e DS in pectore del Milan di stampo orientale, Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli si interrogano sul proprio futuro dopo il fallimento della gestione di Yonghong Li.

450 giorni di lavoro intenso – tanto è durata l’avventura cinese nel Milan – non sono stati sufficienti ai due plenipotenziari per diventare punti di riferimento per il presente ed il futuro. Le disavventure societarie del presidente, che si è visto soffiare per 32 milioni di euro dopo copiosi multimilionari investimenti, rendono precarie le posizioni di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, passati dalle roboanti dichiarazioni della scorsa estate alle tristi considerazioni di questi giorni.

Non sono bastate a Marco Fassone la sua capacità dialettica e la sua competenza manageriale per nascondere, nella linea diretta con i tifosi di qualche giorno fa, imbarazzo e disillusione. Se l’AD ammette di non conoscere tutti i movimenti societari, c’è qualcosa che non va: non basta dire “Mi interessano i soldi in cassa, da qualunque parte provengano”, per tranquillizzare i tifosi rossoneri, rimasti perplessi di fronte a simili dichiarazioni.

Fassone ha preso atto suo malgrado di una situazione societaria precipitata in poco tempo: i viaggi all’estero alla ricerca di un possibile acquirente e la richiesta di maggior chiarezza rivolta alla proprietà hanno avuto esito negativo e ora il manager ex Juventus e Inter si prepara a lasciare il posto ad una figura più gradita ad Elliot.

Nemmeno Massimiliano Mirabelli può sentirsi al sicuro. Il DS è passato nel corso di un anno dal ruolo di realizzatore dei più sfrenati sogni rossoneri a quello di pompiere pronto a spegnere qualsiasi entusiasmo. Le recenti dichiarazioni fanno di Mirabelli un novello Galliani (“Non facciamo mercato tanto per fare, restiamo come siamo“), rammaricato per una situazione a dir poco precaria e aggrappato alla figura di Gattuso come ultimo baluardo del milanismo che fu.

La netta sensazione è che Fassone e Mirabelli siano pianamente consapevoli di essere traghettatori: dalla gestione cinese a quella a stelle e strisce, con l’attuale interregno di Elliot, AD e DS si apprestano a “metterci la faccia”, consci che il loro tempo volge al termine e pronti ad assistere all’ennesimo ribaltone a Casa Milan. Clicca qui per tutte le novità societarie in ottica rossonera!

 

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