Dominici (Resp. preparatori atletici): “In allenamento fatica, intensità e lavoro”

Dominici, responsabile dei preparatori atletici del Milan, ha parlato della prima settimana di lavoro svoltasi a Milanello. Ecco le sue parole a Milan TV.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Un’intensa settimana di lavoro sta per concludersi a Milanello, giorni importanti per mettere benzina nelle gambe in vista degli impegni stagionali.
Ai microfoni di Milan TV, il responsabile dei preparatori atletici rossoneri Bruno Dominici, ha fatto un bilancio di questa prima parte di preparazione: “I ragazzi stanno lavorando bene, siamo molto contenti. Questo è un gruppo di giovani con un potenziale molto alto. Siamo contenti per come siamo arrivati. A fine campionato abbiamo dato un programma da fare ad ognuno di loro nelle due settimane prima del ritiro. Abbiamo visto che lo hanno svolto e sono arrivati in condizioni soddisfacenti. Siamo partiti con una parte preponderante di lavoro atletico, rispetto al lavoro con la palla. Poi mano a mano le percentuali cambieranno e si andrà sempre più su un maggiore lavoro con la palla. Oltre al lavoro fisico ci sarà un lavoro mentale, una capacità di resistere alla fatica con esercizi sul campo o nel bosco che ci permettano di raggiungere questi due obiettivi. Il mister era avvezzo a questi allenamenti, gli piacevano molto. Quando ho proposto questa preparazione che per certi versi si avvicina a quella che lui svolgeva da calciatore ha avvallato con grande piacere queste esercitazioni. La scelta del bosco e della sabbia è dovuta alla volontà di differenziare e di andare incontro a diverse problematiche dei calciatori, evitando inutili sovraccarichi. Raggiungere lo stesso obiettivo metabolico ma con mezzi diversi ci permette di evitare di creare scompensi ai calciatori. Si parte sempre dalle parole che piacciono al Mister: intensità, lavoro e fatica. Sappiamo benissimo che è uno sport in cui ci sono due tipi di fatica: mentale e fisica. La prima fatica che subiamo è quella mentale, lo dicono gli studiosi. Serve far capire questo, che quando ci si sente stanchi fisicamente si può andare oltre. Sempre senza esagerare, monitorando i carichi e progredendo gradualmente. Questo gruppo secondo me è una gioventù di belle speranze. È un giovanotto che promette tanto. Il Mister si allena in campo, questo dal mio punto di vista è facilitante anche a noi. I ragazzi capiscono e danno la giusta importanza a ogni tipo di lavoro. Sa trasmettere la giusta intensità ai giocatori, parla uno che ha fatto quelle cose. Sa cosa fanno i giocatori e capisce le loro difficoltà. Non ha solo aspettative”.

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