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Daino: “Contento per Gattuso: il Milan era senza risultati né equilibrio”

Daino
Daniele Daino, ex difensore del Milan, ha parlato a 360° gradi della situazione dei rossoneri alla luce del cambio di conduzione tecnica

Daniele Triolo

Daniele Daino, ex difensore del Milan, ha parlato in esclusiva ai microfoni di 'Radio Rossonera', a 360° gradi, della situazione dei rossoneri alla luce del cambio di conduzione tecnica e non soltanto. Queste le dichiarazioni di Daino:

Su Gennaro Gattuso allenatore: “Sono contento che Gattuso sia diventato allenatore dei rossoneri tra l’altro lui è stato mio ex compagno proprio al Milan. Gli manca un pizzico di esperienza ma è ovvio essendo un allenatore giovane. Credo che Gattuso sarà bravo a far rispettare e a trasmettere le regole necessarie all’interno di un gruppo che ad oggi mancavano”.

Sul giocare nel Milan ed a San Siro: “Il Milan rimane tra le società che più hanno vinto e ancora oggi è prestigioso giocarci, normale ci sia pressione per i risultati della squadra. Giocare a S.Siro non è facile. Tra l’altro il numero di tifosi è addirittura aumentato visti i tifosi cinesi derivanti dal fatto che la proprietà è asiatica”.

Sul nuovo Milan di Gattuso: “Le prime partite saranno utili per capire su chi fare affidamento. L’idea di modulo 3-4-3 permette una difesa a tre che lascia Bonucci libero di giocare più sereno. Accanto a lui vedo bene Musacchio e Romagnoli. A centrocampo forse vedremo delle modifiche rispetto ai giocatori utilizzati da Montella mentre davanti confermerà Kalinić affiancato da Suso e Bonaventura perché sono in grado di dare maggior copertura con Cutrone e Silva pronti a subentrare”.

Sull'esonero di Vincenzo Montella: “L’esonero di Montella è giusto specie tenendo presente che le società guardano i risultati e Vincenzo non li ha portati. Il Milan inoltre non aveva equilibrio, cambiava molti giocatori e in generale faceva troppa confusione”.

Su Raoul Bellanova ed i giovani: “Se Bellanova viene aggregato vuol dire che ha qualità importanti. Gli auguro di poter esordire con la maglia del Milan come feci io a 17 anni. Era emozionante giocare nel Milan di Berlusconi davanti a 70000 abbonati. Ora i giovani del vivaio hanno più possibilità di arrivare in prima squadra rispetto ai miei tempi dove per poter giocare dovevo ritagliarmi spazio in una squadra di stelle del livello di Baresi, Baggio, Desailly…”.

Sul Milan come società: “Manca al Milan un volto come quello di Berlusconi che interveniva in momenti difficili per risollevare le situazioni complicate. Di questo ora sono incaricati Mirabelli e Fassone così come capita in un’altra società con una proprietà senza grande esperienza di campo come quella dell’Inter dove ciò è delegato ad Ausilio e Sabatini. Dal punto di vista organizzativo e del marketing il Milan lavora bene, i finanziamenti paiono in regola quindi dal punto di vista manageriale si è in buone mani. Mi auguro che la nuova proprietà possa ripetere i successi dell’era Berlusconi ma con il calcio moderno è molto complicato”.

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