Capozucca: “Rangnick il Messia? Ma se non ha mai vinto…”

MILAN NEWS – Capozucca, dirigente sportivo, ha parlato del futuro del Milan, soffermandosi soprattutto sul possibile arrivo di Rangnick.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi
Stefano Capozucca Frosinone

MILAN NEWS – Torna a parlare Stefano Capozucca, dirigente sportivo, e lo fa ai microfoni di TMW Radio. Tantissimi argomenti toccati, tra cui anche il Milan e il suo futuro, con l’arrivo probabile di Ralf Rangnick, ma non solo. Ecco le sue parole: “Gasperini non si accontenta mai, vorrebbe il massimo anche quando sembra irraggiungibile. Per lui non lo è mai, e i suoi ragazzi cercano di ricambiarlo. La sua richiesta è massima intensità dall’inizio fino al 95′. Ora la ricerca di migliorarsi passa anche da qualche record, come i gol fatti, ma anche da una posizione migliore in classifica, perché è in lotta per il secondo posto. Aveva l’ambizione di vincere a Torino per la prima volta ma ci sono solo andati vicini, adesso però solo la Juventus può perdere lo Scudetto”.

Pensa di batterlo, il PSG, secondo lei?
“Sono la persona meno indicata a parlarne, c’è un rapporto affettivo costante con lui. Però ad un ex giocatore del Genoa dicevo, il primo anno in cui eravamo veramente mediocri ed andavamo anche dall’Inter di Ibra senza mai la paura di perdere, con lui. Non c’era mai questo timore, pur essendo una squadra normale. La partita col PSG è anomala, essendo sfida secca. Lì l’Atalanta se la gioca. Prima volevano incontrarla tutti, ma come dice Guardiola è come andare dal dentista, quindi non è facile. Ora cercherà di archiviare il campionato meglio possibile, per giocarsi la Champions al meglio. Glielo auguro”.

Lei conosce bene anche Juric. Come commentare il suo Hellas?
“Inutile nascondersi, il Verona è la vera sorpresa. L’Atalanta alza sempre di più l’asticella, ma non sorprende più perché sono quattro anni che va in Europa. Sfido chiunque a dire che non avevano messo all’inizio il Verona nelle posizioni in cui sono ora Brescia, Genoa, SPAL e Lecce. Grande merito a Juric: ha dato certezze a giocatori che non hanno paura, e fanno prestazioni di tutto rispetto. Da allievo di Gasperini, fa dell’intensità l’arma migliore”.

Chi ha deluso di più?
“La Fiorentina. Per me ha un organico importante e mi chiedo i motivi della classifica. Mi aspettavo qualcosa in più. Stasera hanno una partita delicata, non faccio pronostici perché ho amici da entrambe le parti come Pradè e Liverani, ma se perdono si inguaiano”.

La lotta salvezza sembra animata.
“Salvo clamorose cose, si deciderà in questa settimana. Dipende da cosa succede stasera in Fiorentina-Lecce e domani in Torino-Genoa, ma molto passerà soprattutto da Genoa-Lecce a Marassi”.

Che dire dell’Inter di Conte?
“Lo reputo uno dei migliori allenatori in Italia e nell’intero panorama europeo. Gli episodi non gli sono stati proprio favorevoli, ricordo per esempio col Sassuolo… E anche infortuni importanti, come quelli di Sensi e Sanchez, che sta avendo solo adesso. Non lo criticherei, bisogna dargli anche tempo. Hanno la fortuna di avere una grande proprietà e Marotta, tra i migliori dirigenti in circolazione. Quando mancano i risultati è normale che ci sia delusione, ma anche la Juventus ci ha messo un po’ a costruire quello che è. Dico che ci vuole pazienza, se si sposa un progetto bisogna portarlo avanti”.

Agnelli sarà contento di Sarri e di Paratici-Nedved?
“Non posso rispondere a domande del genere, ho delle mie idee… Bisogna conoscere certe dinamiche, la Juventus è una società importante che sa gestire le sue cose, per le mie capacità mi sembra sciocco dare un giudizio”.

Cosa potrebbe riservare il futuro di Chiesa?
“Secondo me non è a Firenze. L’idea è mia, non so niente in particolare, ma mi sembra che voglia cambiare, forse anche il fatto che ultimamente sia stato criticato è uno stimolo a cercare piazze più importanti, anche se oggi la Fiorentina come proprietà non ha niente da invidiare ai grandi club. Come dice Marotta, se un giocatore vuole andare via bisogna prenderne atto. Tenere uno scontento non è mai positivo”.

Questo vale anche per Lautaro Martinez.
“Una società non svende un giocatore, comunque vada. Sono patrimoni dei club questi calciatori”.

D’accordo con l’estensione dei cinque cambi fino al 2021?
“Per questo periodo era giusto, perché giocando ogni tre giorni, non essendo delle macchine da accendere e far partire, non ci si allena mai. E qualche problemino infatti si vede. Ho letto che l’hanno fatto per l’Europeo, quindi immagino abbiano esaminato bene i pro e contro. Può succedere anche che a 20 minuti dalla fine ci siano dieci giocatori diversi dai titolari in campo. Avranno ponderato pensando alla salute dei calciatori”.

Pioli sta facendo il massimo?
“Anche a Firenze aveva dimostrato che persona fosse, rassegnando le dimissioni. Al Milan dà la sensazione di avere la squadra in mano, si vede che apprezzano il lavoro dell’allenatore. Un detto dice che se tuona, da qualche parte piove. Da più parti indicano Rangnick come il Messia, ma mi permetto di dire che non ha mai vinto niente. Pioli è una persona molto per bene, lo conosco personalmente. So anche che sarebbe venuto a Genova, ma sono arrivato secondo…”.

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