AMARCORD – LUTHER BLISSETT, L’ATTACCANTE VENUTO DALL’INGHILTERRA CHIAMATO MISSIT

di Luca Fazzini, @_lucafazzini

 

fonte: http://simotto.forumfree.it/
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C’è un filo rosso(nero) che lega il Milan alla Terra d’Albione. Già dalle origini: il club fu infatti fondato dall’inglese Herbert Kilpin nel 1899. Altri tempi, direte, quando i calciatori indossavano i calzoni alla zuava al posto dei pantaloncini e i portieri sfoggiavano anonimi baschi sul capo. Ma anche la storia dei bidoni abbraccia la croce… di Sant’Andrea. Già, perchè il principe di tutti i bidoni che hanno vestito la maglia rossonera viene dal Regno Unito. Sì, forse lo avrete già individuato: si tratta di Luther Blissett che vestì la maglia del Milan nella stagione 83-84, la penultima prima dell’avvento dell’era Berlusconi. Be’, era una diavolo piccolo piccolo quello, incuteva poco timore agli avversari, e due anni prima era anche retrocesso in B sul campo. Il presidente Farina per rilanciare la squadra aveva acquistato dal Watford questo centravanti inglese di origine giamaicana, autore di 95 gol con la maglia degli Hornets. Ma non è tutto ora quel che luccica. I tifosi lo chiamavano Missit (sbaglialo) per ironizzare sulla sua rapacità sotto porta. Ma a volte la storia si intreccia con la leggenda: secondo i maligni i dirigenti del Milan lo avrebbero confuso con John Barnes, l’altro attaccante di colore del Watford che in seguito giocò più che discretamente con la maglia del Liverpool. Insomma, sono andate proprio così le cose? Chissà, l’unica certezza è lo score di Blissett al Milan: 30 presenze e appena 5 reti. Ma il dato è lacunoso, perchè mancano tutti i gol mangiati dal corsaro nero, almeno una ventina, e le prestazioni imbarazzanti in campo. Gianni Brera lo chiamò Callonissett, scomodando lo sciagurato Egidio Calloni, immortalato dalle cronache del tempo per la sua abilità a sbagliare l’impossibile sotto porta. Insomma, non il massimo della vita per uno che aveva dichiarato questo al suo arrivo:” Platini ha segnato diciotto gol. Milan, io ne infilerò di più! Diventerò l’idolo dei giovani».Il Milan chiuse il campionato al sesto posto. Un piazzamento ritenuto insoddisfacente dalla società. Iniziarono i processi e Blissett finì sul banco degli imputati. Alla fine si decise di non concedergli una seconda chance e l’inglese fu rispedito in patria con raccomandata senza ricevuta di ritorno. In Inghilterra giocò altri dieci anni senza incantare. Anche in panchina i risultati non sono stati migliori. E allora il nostro (anti)eroe ha deciso di cambiare sport, fondando una scuderia automobilistica. E ora si sta dedicando a questa passione. Tuttavia Luther non esclude il ritorno al calcio. Invece i tifosi rossoneri, soprattutto quelli più attempati, sì. Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis

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