Weah, da Re Leone a … Presidente George di Liberia

George Weah, ex attaccante del Milan, pallone d’oro nel 1995, è in netto vantaggio nelle presidenziali liberiane, quindi a giorni succederà a E.J. Sirleaf

di Michele Neri, @micheleneri98

Mancano solo i risultati ufficiali delle presidenziali della Liberia, ma non ci sono grandi dubbi. La radio nazionale ha detto che George Weah è in vantaggio 70-30 sul candidato Joseph Bokai, già vicepresidente. Dunque il ballottaggio sembra già ben indirizzato verso una storica vittoria dell’ex centravanti del Milan. Come ricorda ‘La Gazzetta dello Sport’, il suo gol più celebre fu quello contro il Verona in “coast to coast”, e questo era già un presagio. Corre da una parte all’altra del campo, dribbla tutti, e segna. Qui capisce che non ci sono limiti ai sogni. Una certezza su cui fondare tutto il futuro in politica.  Ora è il primo sportivo professionista nella storia che sta per diventare Presidente di uno Stato, la sua Liberia.

Il suo progetto è rivoluzionario. Vuole portare la gente fuori dalla povertà, dall’analfabetismo, dalla miseria, e ridare ordine e tranquillità a chi da anni vive nell’angoscia e nella violenza. Ha ricevuto ampio consenso perché, come sottolinea la ‘rosea’, rappresenta la possibilità di riscatto, ben vista da quel 60% della popolazione che ha meno di trent’anni. Il “Re Leone” infatti non appartiene alla classe politica contaminata dalla corruzione. Dopo 70 anni di guerre civili, per la prima volta ci sono state elezioni senza che queste venissero precedute da colpi di stato o interventi dell’Esercito.

Succederà alla Presidentessa Ellen Johnson Sirleaf, che si è dimessa spontaneamente. La missione di George è però veramente molto complessa. In Liberia infatti l’85% dei cittadini vive al di sotto della soglia di povertà, con meno di un dollaro al giorno. Si può morire per un raffreddore, nel 2014 è stata combattuta l’ebola, mancano ospedali, e nelle periferie pure i medici. Nel suo programma elettorale, piuttosto populista, vuole combattere la disoccupazione. La metà del popolo è senza lavoro, quindi di conseguenza il tasso di criminalità è alto.

Il grande ostacolo è la corruzione. George deve riuscire a sbarazzarsi dell’ex moglie di Charles Taylor, ex Presidente condannato a cinquant’anni di galera per crimini di guerra. Il sospetto è però che dietro di lui ci siano i signori delle armi e i padroni delle miniere. Dunque non sarà semplice per l’ex rossonero convincere i suoi detrattori a seguire le sue orme.

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