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Uefa, Lago sorpreso: “Milan? Non mi aspettavo tale provvedimento”

Marco Fassone, ex amministratore delegato del Milan (credits: GETTY Images)

L'ex presidente della camera investigativa della Uefa, uno dei padri fondatori del Fair play finanziario, è rimasto incredulo per la decisione della Uefa

Giovanni Calenda

La decisione della Uefa tiene banco in casa Milan. Dopo le parole di Fassone, sorpreso per il futuro deferimento che spetta alla Camera giudicante nei confronti della società di Yonghong Li, anche  Umberto Lago sembra condividere lo stesso pensiero dell'amministratore delegato.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex presidente ad interim della Cfcb (camera investigativa della Uefa che due giorni fa ha "punito" il Milan), nonché uno dei padri fondatori del Fair play finanziario, si mostra incredulo di fronte alla mancata concessione del settlement agreement ai rossoneri: con un business plan totalmente in linea con altri visti in precedenza, la decisione fa riferimento soltanto al rifinanziamento del debito. E anche su quello nutre qualche dubbio.

Lago, inoltre, boccia anche ipotesi relative ai problemi del cambio di proprietà perché nel mondo del calcio questo processo si verifica con una certa continuità: in sostanza, se un'azienda fa contratti e poi cambia la proprietà di quell'azienda, i contratti restano comunque validi. In aggiunta, anche il fondo Elliott - cosa che avviene raramente - ha garantito la continuità, qualora Yonghong Li non avesse la forza economica di mantenersi a capo della società rossonera.

Il Fair play finanziario nasce con la logica di aiutare i club a sopravvivere, non ad abbatterli. E nel caso specifico si sta punendo una società che risponde di inadempienze non sue, riferite al triennio 2014-2017 quando Fininvest era a capo del Milan. Al contrario, l'attuale presidente sembra abbia sempre rispettato le scadenze e investito finora circa 700 milioni di euro, considerando anche i debiti pregressi. Quindi "far pagare" questo deficit finanziario subito, mettendo a rischio anche la permanenza nelle coppe europee, sembra davvero paradossale. Senza dubbio il Milan, ad oggi, rappresenta un caso unico.

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