Shevchenko: “Gattuso ha ridato identità e senso di appartenenza al Milan”

Shevchenko: “Gattuso ha ridato identità e senso di appartenenza al Milan”

Andriy Shevchenko, ex attaccante del Milan ed oggi C.T. dell’Ucraina, a tutto tondo su coppe europee, calcio italiano e Gennaro Gattuso

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Andriy Shevchenko, ex attaccante del Milan ed oggi C.T. dell’Ucraina, ha rilasciato un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ nella quale si è espresso, a 360°, su Champions ed Europa League, sul calcio italiano e sul lavoro dell’ex compagno di squadra, Gennaro Gattuso, sulla panchina rossonera. Queste le dichiarazioni di Shevchenko:

Su Roma-Shakthar Donetsk e Lazio-Dinamo Kiev: “Le seguo da C.T. con un occhio al progresso in campo internazionale dei miei. Lo Shakhtar è una squadra già formata, con un allenatore bravo e un gruppo che lavora insieme da tempo. È l’unica squadra che finora ha battuto il Manchester City in Champions, qualcosa vorrà dire. È passata in un girone difficile, il che per me non è sorprendente, perché c’erano club forti come City e Napoli, ma in certe partite i confini sono sottili e tutto può succedere. La Dinamo Kiev invece è una squadra giovane, che sta crescendo ed è molto diversa dalla Dinamo dei miei tempi. Ci sono ragazzi interessanti come Shepelev e altri, ma manca l’esperienza. La Dinamo è una squadra pericolosa da affrontare e ha le qualità per fare lo sgambetto alla Lazio, però è ancora in evoluzione, mentre lo Shakhtar ha tutto quello che serve per andare avanti in Champions League e ovviamente io da C.T. dell’Ucraina mi auguro che i club del mio Paese si qualifichino per la prossima fase, perché tanti giocatori hanno bisogno di fare esperienza. Kiev ospiterà la prossima finale di Champions League ed è importante per tutti fare bella figura nelle coppe”.

Sui calciatori di Shakthar Donetsk e Dinamo Kiev da tenere d’occhio: “Quelli dello Shakhtar li conoscono ormai in tutta Europa, perché sono veterani: Marlos, Taison per fare due nomi, e il portiere della nazionale Pyatov. Nella Dinamo c’è un gruppo di giovani dell’Under 21 che farà strada”.

Sulla possibilità che Shakhtar e Dinamo somiglino a qualche squadra italiana: “No, il potere economico è talmente diverso da rendere impossibile qualsiasi paragone”.

Sulle percentuali di possibilità di qualificazione dei due club ucraini: “Non mi piace dare i numeri. Spero che Shakhtar e Dinamo se la giochino fino in fondo. Stiamo lavorando tutti per il movimento ucraino e il peggio è passato, spero”.

Sul calcio italiano: “È in crescita e sta tornando ad essere quello che era quando sono arrivato in Italia nel 1999, nel periodo delle sette sorelle. Non ci sono soltanto Juve e Napoli: Roma, Lazio, anche Milan e Inter possono lottare fino alle fine per grandi traguardi. È tornata la competitività che mancava nelle ultime stagioni e questo mi piace molto”.

Su Simone Inzaghi ed Eusebio Di Francesco: “Uno è partito dai giovani, l’altro dalla provincia, e stanno facendo un lavoro splendido”.

Su Gennaro Gattuso ed il suo lavoro al Milan: “Rino ha cambiato la faccia del Milan. Ha ridato una identità, il senso di appartenenza. Vuole gente competitiva, aggressiva: era così da giocatore e non mi meraviglia. È uno che non concede nemmeno un millimetro. Al Milan serviva questo. Rino non ha paura di nulla, ha avuto una chance e la sta sfruttando bene. Gli auguro di qualificarsi per le prossime coppe europee con il Milan, anche se per me un derby fra Dinamo Kiev e Milan non sarebbe semplice da vivere”.

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