Sacchi: “Juventus o Napoli, è sfida a due. Milan? Più che i soldi contano le idee”

Arrigo Sacchi, ex allenatore rossonero, ha parlato al ‘Corriere della Sera’ facendo le carte al campionato di Serie A che sta per cominciare

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Questa mattina, sulle colonne del ‘Corriere della Sera’, troviamo una lunga intervista ad Arrigo Sacchi, allenatore del Milan tra il 1987 ed il 1991 e, successivamente, nella seconda parte della stagione 1996-97. Il ‘Profeta di Fusignano’, tenendo fede al suo soprannome, ha provato a fare le carte al campionato di Serie A che comincerà tra una decina di giorni, profetizzando una lotta di testa tra Juventus e Napoli.

“Lo Scudetto lo rivincerà la Juventus che ha superiorità caratteriale. Soltanto la Juventus può perderlo – ha detto Sacchi -. Il Napoli, però, è la squadra che preferisco. E’ più armoniosa, come gioco è tra le tre migliori al mondo. E Maurizio Sarri è un genio. Però il Napoli è condannato alla perfezione: ha collettivo eccezionale, idee e qualità. Ma i singoli mancano di forza fisica, esperienza e storia. La strada però è quella giusta: ogni anno che passa il Napoli è migliore. L’anno scorso ha perso Gonzalo Higuaín, poi anche Arkadiusz Milik. Eppure ha segnato più gol. Prima o poi sarà da Scudetto: magari già da quest’anno”.

Per Sacchi la Roma non riesce a vincere poiché ‘paga’, seppure in parte, l’ambiente, dove c’è molta pressione su tecnico e giocatori per i risultati. “Roma è una città esigente, complessa. Sono arrivati secondi ma la gente non era contenta …”. Per quanto riguarda le squadre di Milano, invece, l’ex Commissario Tecnico degli azzurri ai Mondiali negli U.S.A. del 1994 ha fatto una disamina più accurata. Partendo dall’Inter: “Società, squadra, individuo: in quest’ordine. L’organizzazione è piramidale, e in cima c’è sempre il club. C’è da capire come si muoveranno le nuove proprietà: Luciano Spalletti mi piace molto, ma già negli anni passati all’Inter c’erano buoni allenatori. Eppure è andata male. Forse il problema era l’Inter, non l’allenatore”.

Sul Milan: “Vincenzo Montella lo apprezzavo molto alla Fiorentina, dove aveva cercato di dare un’identità netta. Ora – ha commentato Sacchi – mi sembra un pochino più tatticista. Mi pare che Massimiliano Mirabelli, che non conosco, gli stia fornendo una buona squadra, che si sia mosso positivamente. Però sapete come la penso: non i soldi, ma le idee”. Infine, l’allenatore romagnolo ha auspicato di vedere sempre più italiani in campo, per suscitare ‘orgoglio’ nel cuore dei tifosi, e sottolineato come la Nazionale Italiana debba andarsi a giocare, a settembre, la sfida in Spagna valevole per il primo posto nel girone di qualificazione per i Mondiali in Russia con animo combattivo e non giocando di rimessa: “Non è la strada giusta per crescere”. E se lo dice lui, c’è da credergli.

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