Milan, quaranta anni senza Nereo Rocco: in rossonero vinse tutto

Il mito del ‘Paròn’ Nereo Rocco vive ancora a 40 anni esatti dalla sua scomparsa: dieci titoli in quindici anni di Milan per il triestino

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Come ricordato da ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola, il 20 febbraio 1979, esattamente quaranta anni fa, veniva a mancare Nereo Rocco, detto il ‘Paròn’, così come veniva chiamato dai tempi di Padova, vera e propria leggenda del Milan con dieci titoli vinti in quindici anni in rossonero.

Nato il 20 maggio 1912 a Trieste, di origine austriache, da calciatore indossa la maglia della Triestina, del Napoli e del Padova, collezionando anche una presenza nella Nazionale Italiana ai Mondiali 1934; da allenatore, le esperienze con Napoli, Triestina, Treviso e Padova, che porta ad uno storico terzo posto in Serie A nel 1958, che gli vale la parentesi per guidare l’Italia Olimpica nel 1960 a Roma.

Passa quindi ad allenare il Milan, un salto brusco che, inizialmente, Nereo Rocco sembra accusare. Al Milan, però, trova Cesare Maldini, un prezioso punto di riferimento per lui essendo stato quest’ultimo suo giocatore anche a Trieste. Con ‘Cesarone’ ed il giovane Gianni Rivera, Rocco vince lo Scudetto e la prima Coppa Campioni per una squadra italiana nel 1963, a Wembley, contro il Benfica grazie ad una doppietta di José Altafini.

Quindi, si trasferisce al Torino. Quattro anni dopo, però, torna al Milan, e rivince tutto: Scudetto e Coppa delle Coppe nel 1968, la Coppa Campioni del 1969 con il 4-1 sull’Ajax di Johann Cruijff e la Coppa Intercontinentale nella doppia finale contro gli argentini dell’Estudiantes con una squadra che schierava tre punte vere, Kurt Hamrin, Angelo Sormani e Pierino Prati oltre a Rivera, Pallone d’Oro nel medesimo anno.

Ebbe il merito, inoltre, di rilanciare Fabio Cudicini, triestino come lui, a 32 anni: Nereo Rocco fu, oltre che un grandissimo tecnico, anche psicologo, persona di straordinaria umanità, furbo ed intelligente, capace di fare battute in continuazione, anche quando il Milan non vinceva. Aveva in mano lo spogliatoio, ed i risultati, in campo, si vedevano.

Costruì il suo primo Milan e ricostruì il secondo, con appena due titolari in comune, il più volte citato Rivera e Giovanni Trapattoni. Rocco lascia il Milan nel 1974, e, dopo una parentesi a Firenze, torna ancora in rossonero, in tempo per vincere la Coppa Italia nel 1977 grazie al 2-0 contro l’Inter firmato da Aldo Maldera e Giorgio Braglia. Decimo titolo, per lui, che, sulla panchina del Milan, ha vinto più di Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti.

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