Marra: “Montella fu costretto a mandarmi via dal Milan. Dieta vegana? Falso”

Emanuele Marra, ex preparatore atletico di fiducia di Vincenzo Montella, ha svelato dei retroscena della loro comune esperienza rossonera

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Emanuele Marra, preparatore atletico del Milan sotto la guida tecnica di Vincenzo Montella, ha parlato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ oggi in edicola. Ecco un significativo estratto delle dichiarazioni di Marra:

Sull’utilizzo del Gps per monitorare i giocatori in allenamento ed in partita: “Al Milan monitoravamo continuamente i calciatori con il Gps sia durante gli allenamenti sia con i report della partita, sapevamo come e dove intervenire … Se una squadra non brilla una settimana e nella partita successiva va a mille pensate davvero che basti correggere la preparazione facendo tante ripetute per ritrovare smalto e capacità di corsa?”. 

Sul suo allontanamento dal Milan: “Non fu una scelta spontanea di Vincenzo, fu costretto a farlo, perché o mandava via me o andavamo via tutti. L’ordine partì dall’alto, dai dirigenti di allora (Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, n.d.r.).

Sulle differenze di preparazione atletica tra Gennaro Gattuso e Vincenzo Montella: “Per quanto riguarda Gattuso e Montella posso dire che ho idee diverse rispetto all’attuale allenatore del Milan. Sostengo che lavorare con grande intensità col pallone tra i piedi dà almeno gli stessi frutti del lavoro a secco”. 

Sulla dieta vegana dei rossoneri sotto la sua gestione“Fu messo in discussione il mio metodo per colpire soprattutto Montella. Si disse che avevamo eliminato la carne dal menu dei giocatori: falso. Ho rispetto per i vegani, ma io non lo sono, ritengo che gli atleti possano mangiare la carne, ma non a pranzo e a cena. In quel momento, però, faceva comodo diffondere messaggi di questo tipo”. 

Sulle innovazioni apportate da lui e Montella al Milan: “Sì, nello staff del Milan oltre al nutrizionista avevamo introdotto un maestro di arti marziali per puntare anche sull’equilibrio neuromuscolare. Tutto spazzato via in virtù di metodi di lavoro classici, forse superati”. 

Sulla possibilità che torni a lavorare con Montella: “Possibile, vedremo. Per adesso mi aggiorno e mi diverto soprattutto con i giovani. Do una mano al Tor di Quinto, il mio vecchio amore romano, assieme a Massimo Testa. Adoro lavorare coi ragazzi, ma è arrivato il momento per me di rientrare nel calcio professionistico”.

INTANTO MONTELLA POTREBBE TORNARE AD ALLENARE IN UN PAESE LONTANO … CONTINUA A LEGGERE >>>

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