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Dalla Francia – Kakà studia da DS e si offre al PSG: “Sarebbe favoloso lavorarci”

Ricardo Kakà a Casa Milan (credits: acmilan.com)

Ricardo Kakà, ex giocatore del Milan, si prepara a diventare direttore sportivo. Il Milan lo aspetta, ma lui intanto strizza l’occhio al Paris Saint-Germain …

Daniele Triolo

Si è parlato molto, in questi mesi, soprattutto dopo l’arrivo del fondo Elliott Management Corporation alla guida del Milan, della possibilità che Ricardo Kakà, classe 1982, 307 gare e 104 gol con la maglia rossonera, ritorni nel club meneghino, questa volta con un ruolo dirigenziale.

Questo perché ora, nel board societario del Milan, figurano due suoi grandi amici, come il connazionale Leonardo, direttore generale dell’area tecnico-sportiva, e Paolo Maldini, direttore sviluppo strategico area sport della società di Via Aldo Rossi.

Intervistato da ‘Le Parisien’, Kakà ha ammesso i frequenti contatti con l’universo rossonero: “Ho ricominciato a studiare e sto per ottenere un diploma in sport. Per cominciare mi vedo come direttore sportivo, poi un giorno potrei anche pensare di fare l’allenatore. Mi sento spesso con Leonardo e Maldini che mi danno tanti consigli”.

Tutto lascerebbe, dunque, presagire ad un pronto ritorno al Milan? Non proprio. Perché, incalzato dai colleghi de ‘Le Parisien’, Kakà non ha escluso, un giorno, di poter lavorare al PSG: “Perché no?Conosco bene il Presidente Nasser Al-Kheläifi, lavorare per il PSG, in una società così importante, con una squadra così forte e in strutture di quel tipo sarebbe favoloso e rappresenterebbe una buona esperienza”.

Nel PSG, tra l’altro, ha giocato uno degli idoli di infanzia di Kakà: “Rai è stato uno dei miei idoli d’infanzia. Ho rivisto tutte le sue partite al San Paolo”. Infine, un curioso retroscena sul suo mancato approdo nella Capitale francese già da calciatore: “Nel 2003 quando il Milan mi acquistò dal San Paolo ci fu la possibilità di approdare in prestito al PSG - ha rivelato Kakà -. Davanti a me c’erano Rivaldo e Manuel Rui Costa e avrei rischiato di giocare poco, poi per fortuna mi hanno voluto guardare giocare e sono rimasto. Poi abbiamo vinto lo Scudetto”.

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