Milan, senti Pato: “Terrei Silva e Kalinić. Sbagliato bocciarli dopo una stagione”

Alexandre Pato, ex attaccante rossonero oggi al Tianjin Quanjian, si dimostra sempre molto legato al Milan: “Ritornare? Non direi mai di no”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Alexandre Pato, attaccante brasiliano classe 1989 oggi al Tianjin Quanjian, nella Chinese Super League, è sempre rimasto molto legato al Milan, club con cui ha disputato 150 gare ufficiali, segnato 63 reti e conquistato uno Scudetto ed una Supercoppa Italiana (entrambe nel 2011) in 5 anni solari. Il ‘Papero’ ha rilasciato una lunga intervista all’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’, di cui riportiamo qui di seguito le dichiarazioni più importanti:

Sul Milan ancora fuori dalla Champions League: “È triste, ma ci vuole pazienza. Il tifoso ha negli occhi sempre la squadra che ha vinto tutto, ma il Milan ultimamente ha cambiato tanto e tornare al top non è così immediato. Giocare di nuovo l’Europa League è un primo passo, Gattuso ha dato una scossa e il suo rinnovo è stata la scelta giusta”.

Sul Gennaro Gattuso giocatore nei confronti dei ragazzi giovani: “Aiutava, incoraggiava e dava consigli. Però io ogni tanto lo facevo arrabbiare… Ricordo una volta a tavola, io stavo mangiando con gli altri sudamericani e gli tirai qualcosa in testa senza farmi vedere. Lui mi arrivò alle spalle e mi stampò una cinquina sul collo”.

Su Patrick Cutrone: “È stato bravo ma la seconda stagione sarà più difficile. Ricordo che Kakà una volta mi disse: ‘Il primo anno non sanno chi sei e segnerai di più, il secondo invece i difensori ti avranno osservato e ti marcheranno meglio’. Oggi su Internet c’è tutto, per migliorare bisogna anche studiare gli avversari. Cutrone avrà meno spazi e dovrà essere più scaltro. L’importante è che giochi libero di testa. Rino è bravo a gestire i giovani. E basta paragoni con Filippo Inzaghi, non gli fa bene vivere all’ombra di un campione”.

Sulla stagione deludente degli altri attaccanti del Milan: “Io non sarei così drastico. Arrivare al Milan e fare subito tanti gol non è facile, in particolare in questa situazione. André Silva al Porto aveva fatto benissimo, a Milano ha sentito troppo la pressione. Nikola Kalinić alla Fiorentina giocava in maniera diversa, è sbagliato trarre conclusioni dopo una sola stagione. Entrambi hanno bisogno di fiducia. Bisogna insistere, l’anno prossimo faranno meglio”.

Su chi prenderebbe tra Andrea Belotti e Ciro Immobile: “Sono forti tutti e due, dico Immobile perché ha fatto una stagione straordinaria. Della Lazio mi piace molto anche Lucas Leiva, è bravissimo a far girare la squadra. Un centravanti che segna tanto fa comodo, ma dietro deve esserci una squadra che gioca per lui”.

Su com’è visto il Milan in Cina: “Qui impazziscono per i rossoneri. Anche se non è più il Milan degli anni d’oro, resta una delle squadre più amate e seguite. E questo mi fa sempre piacere, perché io sono legatissimo al club che mi ha lanciato, anche se sono cambiate tante cose”.

Sulla possibilità di tornare al Milan: “La proprietà è cinese, il calcio italiano mi piace, sono innamorato di Milano e del Milan, non potrei dire di no. Ho ancora un anno e mezzo di contratto, ma mai dire mai. Se Gattuso mi chiamasse, potrei consigliargli io un attaccante…”.

Sul suo pronostico per i Mondiali in Russia: “Vedo il Brasile molto forte. Abbiamo ottimi giocatori e un allenatore bravissimo, arrivato nel momento giusto. Abbiamo grandi chance di vincere, anche se non sarà facile. Peccato solo aver perso un giocatore d’esperienza come Dani Alves”.

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