Milan, senti Pato: “Derby, adrenalina pura. Domani la decide Bonucci”

Milan, senti Pato: “Derby, adrenalina pura. Domani la decide Bonucci”

Alexandre Pato, attaccante del Tianjin Quanjian ed ex rossonero, tifa per il Diavolo nel derby di domani sera contro l’Inter: “Con l’Italia legame speciale”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Alexandre Pato, oggi attaccante del Tianjin Quanjian ma ex centravanti del Milan, ha rilasciato un’intervista al quotidiano ‘Tuttosport’. Queste le dichiarazioni più interessanti di Pato:

Sul derby di domani sera: “Mi aspetto una grande partita con un Milan in ottima condizione fisica e mentale ed un’Inter in lieve calo e sotto maggiore pressione, ma guai a darla per sconfitta in partenza. Ne vedremo delle belle!. Se guarderò il derby? Il derby lo si guarda sempre, ovunque ci si trovi”.

Sulla ripresa del Milan: “Sinceramente me l’aspettavo. La squadra è di qualità, ci sono tanti giovani bravi, conosco bene Rino (Gattuso, n.d.r.) e so cosa significa per lui allenare il Milan e ‘vivere’ in quel posto sacro che è Milanello”.

Sulla finale di Coppa Italia raggiunta dai rossoneri: “Faccio i miei complimenti a Rino ed al Milan per essere arrivati in finale, in bocca al lupo! Magari riuscirò a venire a vederla, chissà …”.

Sui giocatori decisivi nel derby di domani: “Per l’Inter dico Mauro Icardi, per il Milan spero il capitano Leonardo Bonucci”.

Su Gennaro Gattuso allenatore del Milan: “Sì, me lo sarei immaginato! Gattuso è un idolo per tutti i tifosi milanisti, ha il carattere e la personalità giusta e sa dialogare bene con i giocatori. E’ uno che compatta tutto il gruppo. Ero sicuro che avrebbe preso la strada di allenatore e che sarebbe arrivato al Milan”.

Sui ricordi dei suoi gol nei derby: “Adrenalina pura. Il mio preferito è stato il 3-0 all’Inter nel girone di ritorno della stagione 2010-2011, quella dell’ultimo Scudetto. I miei gol ci diedero una spinta nello sprint finale. Ricordi fantastici per me”.

Su André Silva e Patrick Cutrone: “Silva è fortissimo! Bisogna lasciarlo lavorare e soprattutto lasciarlo lavorare tranquillo. Cutrone? Ho seguito in questi mesi questo ragazzo e devo dire che il suo exploit mi ha impressionato”.

Sulla sua esperienza in Cina: “Le cose vanno bene, freddo a parte. La stagione è iniziata con il piede giusto, centrando la qualificazione alla Champions League asiatica per la prima volta. Ora si entra nel vivo con il campionato che inizia proprio questa settimana”.

Su un suo possibile ritorno in Italia: “Se un giorno qualcuno dovesse propormi di tornare in Europa con un bel progetto nuovo e stimolante, sarei felice. Se questo progetto fosse in Italia, sarei doppiamente felice. Con l’Italia ho un legame speciale: ho 28 anni, ho ancora tanti anni davanti a me. Mi hanno cercato due-tre squadre nel recente passato”.

Su quanto è cambiato Pato in Cina: “Sono maturato molto. Vivere in un Paese così lontano, non soltanto geograficamente, dall’Europa e dal Sud America è un’esperienza di vita, più che di lavoro. All’inizio tutto, dal rapporto con i compagni di squadra fino alla mentalità ed alle piccole cose quotidiane, risulta difficile. Poi le cose migliorano settimana dopo settimana e posso dire di trovarmi bene. Ho imparato ad essere più paziente, più organizzato ed a non fermarmi alla prima impressione”.

Sugli obiettivi personali e con il Tianjin Quanjian: “La scorsa stagione è stata positiva, siamo stati la rivelazione del campionato, ottenendo risultati importantissimi. Abbiamo battuto due volte il Guangzhou Evergrande e centrato il terzo posto. Quest’anno sarà più difficile, tutti ci conoscono, ci saranno tante partite in più e trasferte lunghe in tutto il continente asiatico. L’obiettivo è vincere il campionato e portare in alto il club in Asia. Sono stati 17 i gol stagionali, ho aiutato la squadra a crescere e ho anche imparato tanto. Continuerò ad aiutare la squadra con quello che so fare meglio: i gol”.

Sui Mondiali di Russia: “Spero in una convocazione, eccome. Il mio obiettivo è tornare nella Seleção. So che non giocando in Europa o in Sud America è difficile, ma mancano pochi mesi e spero di andarci”.

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