Milan, l’ora del disgelo: Yonghong Li e Commisso trattano ad oltranza

Riallacciati i contatti tra Yonghong Li e Rocco Commisso: l’imprenditore italo-americano ora ci crede. Cifre e dettagli della possibile cessione del Milan

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Milan a Rocco Commisso, forse ci siamo. Su questa falsariga, questa mattina, aprono quasi tutti i quotidiani, sportivi e non, presenti in edicola. Questo perché, dopo la sentenza UEFA che ha, di fatto, sancito l’esclusione del club rossonero dalla prossima edizione dell’Europa League (fatto salvo il buon esito del ricorso della società presso il TAS di Losanna), le parti hanno ripreso a trattare con un certo fervore.

Sarebbe stato Yonghong Li, attuale proprietario e Presidente del Milan, a riallacciare, tramite suoi advisor ed emissari, i contatti con Goldman Sachs, advisor per conto del fondatore di Mediacom Communications e patron dei New York Cosmos, con buona soddisfazione di Commisso, il quale, nei giorni scorsi, con delle dichiarazioni rilasciate ad ‘America Oggi’, aveva fatto intendere come la trattativa per l’acquisto della maggioranza del Milan fosse tutt’altro che saltata. Ma anche che si sarebbe chiusa soltanto alle sue condizioni.

Condizioni facilmente esplicabili: Commisso, per rilevare circa il 70% delle quote del Milan, e diventarne, dunque, il principale azionista, verserebbe subito nelle casse del fondo Elliott Management Corporation i 32 milioni di euro che questi ha anticipato a Yonghong Li per completare, entro la fine di questo mese, il secondo aumento di capitale previsto dal Consiglio d’Amministrazione del Milan. Quindi, dopo aver ottenuto un accordo vincolante tra le parti, immetterebbe 150 milioni di euro nelle casse del Milan per la gestione del club, la sua ricapitalizzazione ed il calciomercato estivo. Infine, risarcirebbe Elliott dei 380 milioni di euro, interessi compresi, per il debito che A.C. Milan SpA e Rossoneri Sport Investments Luxembourg (holding con cui Yonghong Li controlla la società) hanno contratto nell’aprile 2017. 180 per la Rossoneri Sport, il resto, quello in capo al Milan, tramite banche.

Totale, un’offerta di 500 milioni circa, milione in più milione in meno. Yonghong Li, dopo aver storto inizialmente il naso, poiché, con questa proposta, in tasca a lui, al netto, non entrerebbe un centesimo, ha iniziato a ragionarci su ed a propendere per la sua accettazione. Questo perché, oltre a ritrovarsi di colpo ‘pulito’ da ogni sorta di debito, manterrebbe in questo modo il 30% delle quote azionarie del Milan (stessa situazione di Erick Thohir con il gruppo Suning nell’Inter, n.d.r.), e, secondo accordi in via di definizione con Commisso, la gestione del marchio Milan nel business cinese. Così, con il tempo, Yonghong Li potrebbe anche rientrare di quanto investito in 14 mesi alla guida del club rossonero. Mica male.

Dovesse andare in porto l’operazione di cui sopra, il Milan cambierebbe proprietà in tempi rapidissimi. L’opzione B, però, prevede anche che Yonghong Li versi, entro la deadline del 6 luglio, i 32 milioni ad Elliott e prenda altro tempo per poter valutare altre offerte e, eventualmente, cedere il club, o una quota di esso, entro ottobre a chi potrebbe farlo ‘sorridere’ di più. Un’ipotesi, però, che al momento sembrerebbe essere soltanto un piano di riserva, in quanto il Milan, con una nuova proprietà, avrebbe più chance anche di vincere il ricorso al TAS contro l’esclusione dall’Europa League. Un gioco ad incastro, molto emozionante, che vi invitiamo a seguire minuto per minuto nel nostro live!

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