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Milan-Fiorentina, un girone fa la rinascita di Çalhanoğlu

Hakan Calhanoglu, centrocampista del Milan (credits: GETTY Images)

Hakan Çalhanoğlu andò in gol a Firenze all'andata: con Gennaro Gattuso ha moltiplicato assist, tiri in porta e gol. Il parere del suo ex allenatore

Daniele Triolo

"'La Gazzetta dello Sport' in edicola questa mattina ha dedicato un approfondimento al fantasista turco del Milan, Hakan Çalhanoğlu, il quale, alla luce dell'infortunio di Jesús Suso, è chiamato a prendersi i rossoneri sulle spalle domani pomeriggio a San Siro in occasione del delicato match contro la Fiorentina.

"Proprio nella gara d'andata, datata 30 gennaio 2017, al 'Franchi' di Firenze, Çalhanoğlu aveva regalato al Milan il gol del pareggio, per 1-1, riequilibrando l'iniziale svantaggio firmato da Giovanni Simeone e siglato la sua prima rete sotto la gestione tecnica di Gennaro Gattuso, l'allenatore che lo ha restituito ad una posizione a lui più congeniale sul terreno di gioco e risolto i tanti dubbi tattici maturati intorno al turco nel regno di Vincenzo Montella.

"I numeri del Çalhanoğlu 'era Gattuso', infatti, come logica conseguenza, sono molto superiori a quella dell'era Montella: il turco ha raddoppiato assist e tiri in porta, creando molto di più sotto rete. Non solo, perché, mentre con Montella aveva messo a segno appena due gol, giocando per Gattuso ne ha realizzati altri cinque. Sinceramente, ha sottolineato la 'rosea', adesso Çalhanoğlu è ben altro giocatore. Inizialmente spaesato al suo arrivo in Italia, dove ha pagato le difficoltà linguistiche ed una condizione fisica precaria, ora il numero 10 rossonero è perfettamente integrato nel nuovo ambiente, tra i più gentili del gruppo a Milanello, sempre disponibile e sorridente.

"Con queste importanti, solide basi, non potrà che far meglio nella prossima stagione. Tim Walter, suo ex allenatore al Karlsruhe ed oggi nello staff tecnico del Bayern Monaco, nello scorso mese di gennaio di lui diceva: “Hakan è molto sensibile, un po’ timido. Di sicuro, gli servono tempo e fiducia, per rendere deve giocare tutta la partita. Lasciatelo giocare e farà bene”. Aveva ragione. Oggi, infatti, parlando a 'La Gazzetta dello Sport', si è lasciato andare ad un secondo pronostico: “Può diventare presto un top player. Se sale il livello dei compagni, lui migliora”. Avrà ragione anche stavolta?

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