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Mertens, basta una finta per battere il Milan

Dries Mertens, Napoli, Getty Images
Due gol dei quattro del Napoli nascono da un tiro di Mertens respinto. Il belga fa sempre la stessa finta, ma i rossoneri non lo fermano mai.

Stefano Bressi

Non sempre serve disporre di un'ampia dose di colpi. A volte basta saper fare una cosa, ma saperla fare estremamente bene. Ci sono giocatori a cui basta un guizzo, un'accelerazione, un lampo improvviso, scrive La Gazzetta dello Sport, per spostare gli equilibri. È il caso di Dries Mertens. Il belga ha fatto sempre la stessa azione nel corso del match di ieri sera contro il Milan, eppure gli è riuscita sempre: stop a rientrare e tiro a giro sul secondo palo. Niente di eccezionale, anche abbastanza prevedibile. Eppure nessuno riesce a fermarlo. I difensori rossonero sono apparsi imbambolati, incapaci di opporsi, nonostante sapessero cosa sarebbe successo.

Qualche anno fa, c'era un campione, da tutti conosciuto come Garrincha. Aveva una gamba più corta dell'altra e su questo costruì la sua fortuna: gli bastava un movimento per sbilanciare l'avversario, sempre lo stesso, ma ogni volta ci cascavano e lui filava liscio. Non si può paragonare Mertens a Garrincha, sia chiaro, ma anche il belga, in fondo, dal cilindro tira fuori sempre lo stesso coniglio.

È dal suo piede che nascono due dei quattro gol partenopei, entrambi da un suo tiro respinto: in occasione dell'1-0 la sua conclusione si stampa sul palo e finisce tra i piedi di Arkadiusz Milik; per il 3-2 è Gianluigi Donnarumma a respingere, ma il risultato non cambia: Josè Callejon e gol. Nonostante ci siano sempre almeno due giocatori su di lui, gli basta un tocco leggero a mandare in tilt tutto il pacchetto. Il singolo, ieri sera, ha fatto la differenza.

Mertens si è spesso assunto la responsabilità di fare qualcosa di diverso rispetto al solito spartito. Contro il Milan ha toccato 37 volte il pallone. 10 volte lo ha perso, ma quando punta gli avversari è imprendibile: 2 dribbling riusciti, 4 tiri di cui 3 in porta, 2 lanci riusciti e 2 sponde effettuate alla perfezione. Addirittura 3 i falli su di lui. Insomma, inarrestabile se non con le cattive.

In generale, il Milan ha sofferto tantissimo sulla propria fascia destra. Non è un caso che i peggiori siano risultati proprio Ignazio Abate e Juraj Kucka. Il Napoli sulla sinistra ha costruito un binario molto importante: oltre al belga, su quel versante agiscono Marek Hamsik e Faouzi Ghoulam. I rossoneri sono stati costretti a spostare dunque più uomini su quella fascia, lasciando spesso troppo liber Callejon. Il Milan, tutto sommato, ha disputato una buona gara, ma se di fronte c'è un Mertens che non sbaglia un colpo e un Napoli che gira intorno a lui alla perfezione, tutto diventa più complicato.

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