Mancini: “Milan? Non c’è niente. Mi dispiace per l’Inter: resto suo tifoso”

Roberto Mancini, accostato alla panchina del Milan, respinge al mittente i rumors di mercato: “Non sento Marco Fassone da un bel po’ …”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Ieri Roberto Mancini è intervenuto, a Milano, per parlare di fair play insieme al campione di volley Ivan Zaytsev ed al Presidente della Lega Pro di calcio, Gabriele Gravina, onorando la memoria del giornalista del ‘Corriere della Sera’, Roberto Stracca, scomparso nel 2010 a soli 40 anni e premiando la giovane giornalista Giulia Giacobini, anche lei jesina come il tecnico fermo dallo scorso 8 agosto 2016, giorno in cui ha terminato la sua seconda esperienza sulla panchina dell’Inter.

Mancini, in questi ultimi giorni, è stato più volte accostato alla panchina del Milan, soprattutto in virtù dei brutti risultati ottenuti in questo periodo dalla squadra di Vincenzo Montella e per la sua amicizia/vicinanza con i nuovi dirigenti rossoneri, Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli. Il ‘Mancio’ ha provveduto a spazzare via qualsiasi voce di mercato in tal senso: “Fassone non lo sento da un po’ – ha dichiarato, come riportato dall’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’ -, ma di mare ne ho fatto abbastanza ed ora voglio tornare in panchina. Ho letto tante cose: alla fine, a furia di scrivere ci si azzecca pure. Ma non c’è nulla di concreto con nessuno”.

L’allenatore marchigiano ha anche parlato dell’Inter, squadra che è andata incontro, nelle ultime ore, all’ennesimo ribaltone tecnico con l’esonero di Stefano Pioli: “Dispiace vedere l’Inter così, sono i ragazzi che ho allenato, ci sto male. Li ho guardati spesso in tv, quando li ho visti hanno vinto. Sicuramente hanno preso un buon direttore sportivo come Walter Sabatini. Resto un tifoso dell’Inter, devo tanto a questo club: è un’ottima squadra”. Con queste parole, Mancini sembra essersi precluso definitivamente ogni possibilità di trasferirsi nuovamente a Milano, ma sulla sponda rossonera.

“Cosa vorrei per tornare? Un contratto e qualcosa di serio – ha concluso -. Non importa dove: in questo periodo ho visto tanto calcio, la Serie A, la Premier League, la Ligue 1 e la Liga. Ma non ho messo piede a Manchester: massima stima e bei ricordi, ma 4 anni lì mi sono bastati”.

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