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Italia giovane, ma grande: i talenti azzurri da top club

Alessio Romagnoli Italia
Quasi tutte le grandi squadre di Serie A puntano sui ragazzi azzurri. In casa Milan è il caso di Donnarumma, Romagnoli e Cutrone.

Stefano Bressi

L'aria, forse, è cambiata. Con l'esclusione dal Mondiale di Russia 2018 probabilmente ci si è resi conto che qualcosa non andava, o molto più semplicemente c'è stato un periodo di stallo di un ricambio generazionale. Fatto sta che dopo anni in cui i giovani italiani non venivano valorizzati e utilizzati dalle grandi squadre di Serie A, adesso molte puntano su giocatori giovani e nel giro della Nazionale. Ecco perchè, forse, Roberto Mancini è così ottimista nel dire che tra poco più di un anno l'Italia tornerà a essere al top. Non c'è più voglia di tenere i giovani in panchina alle spalle di senatori troppo ingombranti o di stranieri, ancor meno di mandarli a giocare in prestito in club minori. Questo atteggiamento ha portato ad avere in Nazionale giocatori senza esperienza. Adesso il vento sembra cambiato e così Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli ecc forniranno quasi tutti i giocatori titolari della Nazionale.

L'Italia dunque si allinea finalmente a una tendenza che negli altri Paesi c'è già da tempo. Basti ricordare come l'anno scorso la Spagna Under 21 fosse piena di giocatori titolari in Liga o in top club: Saul (Atletico Madrid), Bellerin (Arsenal), Deulofeu (Milan), Asensio (Real Madrid), Ceballos (ora al Real, ma che si presentò con 105 presenze nel Betis Siviglia). Stesso discorso si potrebbe fare con Germania e Francia. Ultimamente anche l'Inghilterra ha investito molto sui giovani. Insomma, mancava davvero solo l'Italia.

C'era proprio una mentalità diversa e un esempio lo aveva dato Frank De Boer all'Inter, scrive La Gazzetta dello Sport, quando disse che a 23 anni non si può più parlare di giovane, ma di giocatore ormai affermato. I giovani per lui erano quelli di 19-20 anni. Ora sembra che in Italia lo abbiano capito tutti, anche se c'è da dire che complice di questa "riscoperta" dei giovani è la crisi economica del nostro calcio. La Juventus per esempio ha comprato lo scorso anno Mattia De Sciglio e Federico Bernardeschi, ha cresciuto Daniele Rugani e ha aspettato Mattia Caldara. Adesso sta acquistando Mattia Perin e Matteo Darmian, mentre Leonardo Spinazzola è un altro prodotto del vivaio. C'è anche Rolando Mandragora, su cui Mancini punta molto. La Juve si augura di poterlo mandare in prestito in un club di fascia superiore al Crotone, dove è andato la scorsa stagione. Il Napoli invece è specializzato sulle ali: oltre a Lorenzo Insigne dal prossimo anno anche Simone Verdi. Il centrocampo sa invece di Roma: dopo Lorenzo Pellegrini e Alessandro Florenzi, da ieri è giallorosso anche Bryan Cristante.

Poi ci sono le milanesi. L'Inter sta riscoprendo le qualità azzurre, seppur pochi dei suoi italiani possono essere considerati titolari in Nazionale: si va da Roberto Gagliardini a Danilo D'Ambrosio, passando per Davide Santon; ma anche Antonio Candreva. Il club più azzurro d'Italia è però proprio il Milan. Sono ben sette i giocatori che molto probabilmente saranno protagonisti dell'Italia targata Mancini: Gianluigi Donnarumma, Andrea Conti, Leonardo Bonucci, Alessio Romagnoli, Davide Calabria, Giacomo Bonaventura e Patrick Cutrone.

A differenza di altri club, Juventus e Milan sono già diversi anni che puntano su un blocco italiano. Hanno dimostrato più volte che in Italia si vince soprattutto se la base è azzurra. Vero che c'è l'eccezione dell'Inter del Triplete, ma seppur piena di stranieri, quella squadra aveva un'anima italiana, visto che quasi tutti erano in Serie A da ormai moltissimi anni.

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