Il Milan e l’Uefa, filtra pessimismo: c’è da evitare la Brexit rossonera

Filtra pessimismo da Casa Milan in vista della decisione della camera giudicante dell’Uefa in merito alla partecipazione dei rossoneri all’Europa League

di Luca Fazzini, @_lucafazzini

Momenti, ore, giorni difficili in casa Milan: la mancata concessione del settlement agreement da parte dell’Uefa pesa non poco. E da quanto filtra in casa rossonera, come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, c’è pessimismo in vista del verdetto definitivo in programma per metà giugno. La strategia difensiva è collocare ora Mr Li da una parte e il club dall’altra. Subito dopo il ‘no’ dell’Uefa arrivato martedì, il Milan ha iniziato a studiare le carte grazie al proprio pool di avvocati e legali. L’organo giudicante ha legato i propri dubbi al mistero e alla sfiducia attorno a Yonghong Li., di cui si continua a saper poco.

Ciò nonostante, il Milan punta sui propri conti, dal momento che la camera giudicante dovrà considerare solamente i bilanci del club e non quelle di chi ne è a capo. Così è stato per coloro che sin qui sono stati davanti alla commissione: a Psg e Inter, infatti, non erano richiesti i conti personali delle rispettive proprietà, anche se immediatamente riconoscibili. Per questo motivo, dunque, il piano rossonero potrebbe non convincere l’organo giudicante. Secondo il Milan, sarebbe ingiusto sanzionare il club per una ‘colpa’ appartenente al suo proprietario. Per l’Uefa, invece, sono due facce della stessa medaglia.

La scaletta prevede ora l’invio di un nuovo dossier arricchito all’inizio della prossima settimana. Il verdetto sarà poi giudicato, accettato o meno senza che sia certo il ricorso al Tas di Losanna. L’ultimo caso riguarda l’eventuale multa da dividere con Fininvest, che non appare dello stesso avviso, in quanto Yonghong Li comprò il club sapendo a cosa sarebbe andato incontro. Infine, ecco la causa per danno d’immagine: se si farà – conclude la Rosea – sarà in sede civilistica.

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