Il Milan e le restrizioni sul mercato: unica certezza, i parametri zero

Il Milan e le restrizioni sul mercato: unica certezza, i parametri zero

Pepe Reina e Ivan Strinić arriveranno al Milan in scadenza di contratto dal prossimo 1° luglio: la sentenza UEFA potrebbe renderli acquisti indispensabili

di Daniele Triolo, @danieletriolo

L’edizione odierna di ‘Tuttosport’ ha evidenziato come, dopo il ‘no’ della UEFA alla richiesta del Milan di accedere al regime di settlement agreement, abbia, di fatto, contribuito a frenare il mercato in entrata del club di Via Aldo Rossi. Le uniche certezze, al momento, sono rappresentate dagli acquisti, a parametro zero, del portiere spagnolo classe 1982, Pepe Reina, e del terzino croato classe 1987, Ivan Strinić, che arriveranno in rossonero rispettivamente dal Napoli e dalla Sampdoria. Ed un altro, ulteriore colpo è possibile: Milan Badelj, centrocampista classe 1989, anch’egli croato, in scadenza di contratto con la Fiorentina.

Il verdetto che pronuncerà la Camera Giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per i Club di calcio della UEFA (CFCB) in merito la situazione economica del Milan, di fatto, avrà delle ripercussioni sulla campagna acquisti rossonera per la stagione 2018-2019, sia nel caso in cui i rossoneri vengano ammessi a partecipare all’Europa League, conquistata sul campo, sia nel caso in cui, al contrario, la società meneghina ne fosse esclusa. Qualora si verifichi questa seconda ipotesi, ha fatto notare il quotidiano torinese, diventerebbe difficile convincere giocatori forti a trasferirsi a Milano senza coppe e, al contempo, anche trattenere in rosa quelli che hanno mercato, quali Gianluigi Donnarumma (per il quale Mino Raiola spinge per la cessione), Alessio Romagnoli (che non ha ancora rinnovato il contratto in scadenza nel giugno 2020), Giacomo Bonaventura e Jesús Suso, che una clausola rescissoria di 38 milioni di euro.

Nel caso, auspicato, che il Milan fosse ammesso alle coppe, a quel punto il club rossonero dovrebbe sottostare a determinate sanzioni sportive. In regime di settlement agreement, si potevano immaginare due tipi di penalità: riduzione della lista da 25 a 21 unità ed un saldo pari a zero tra acquisti e cessioni presenti nella lista (esempio, per inserire un giocatore nuovo pagato 30 milioni di euro, ne sarebbe dovuto uscire uno, o più, di egual valore). Senza settlement agreement, in caso di ammissione all’Europa League, le sanzioni dovrebbero essere più dure: da escludere il blocco totale del mercato, perché di competenza FIFA, una sanzione potrebbe essere il divieto di iscrizione di nuovi giocatori rispetto alla lista UEFA per il 2017-2018. Questo comporterebbe che il Milan dovrebbe evitare cessioni importanti per non presentarsi in Europa con un organico fortemente indebolito.

In Serie A, al contrario, il Milan non avrebbe di questi problemi e potrebbe schierare tutti i nuovi giocatori che acquisterà quest’estate. La sanzione più ‘leggera’, ha concluso ‘Tuttosport’, potrebbe essere una riduzione ulteriore della lista, fino a 19-20 elementi e l’inserimento ‘condizionato’ di alcuni giocatori. Ecco perché, oggi più che mai, la politica dei parametri zero, in casa rossonera, potrebbe rappresentare una vera e propria ancora di salvataggio, sempre che non vi sia poi un tetto agli ingaggi totali, legato in percentuale al fatturato.

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