Il Milan ai piedi di Suso

Jesús Suso, 24 anni tra qualche giorno, sempre più decisivo nelle sorti della squadra rossonera: le statistiche rivelano la sua centralità nel progetto

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Per lui, inutile girarci troppo intorno, parlano i numeri: sei gol e quattro assist, di cui rispettivamente cinque e tre in Serie A, fanno di Jesús Suso, 24 anni il prossimo 19 novembre, il miglior marcatore stagionale del Milan. Pari merito, in realtà, con André Silva, il quale, però, è andato in rete soltanto in Europa League.

Ancor più che nella passata stagione, ha sottolineato l’edizione odierna del ‘Corriere dello Sport – Stadio’, il numero 8 rossonero sta trascinando la squadra di Vincenzo Montella. Se l’è letteralmente caricata sulle spalle, aumentando sensibilmente il suo rendimento sul terreno di gioco se lo mettiamo in relazione con i numeri, dopo 12 giornate, della stagione 2016-2017, quando i gol erano appena due (sette in totale a fine campionato).

Le statistiche, dunque, parlano di un Milan in sostanza Suso-dipendente: quando gira l’esterno iberico, infatti, è innegabile come i rossoneri acquistino in imprevedibilità e pericolosità in fase offensiva. Al contrario, quando il nativo di Cadice attraversa una giornata ‘no’, la manovra del Milan si fa sterile, lenta e, difficilmente, i ragazzi di Montella riescono ad arrivare con azioni ragionate alla conclusione a rete.

Suso, quindi, imprescindibile per le sorti del Milan di Montella? Per ora, sì. L’auspicio è che la squadra possa trovare, nella vastità del suo competitivo organico, anche altre risorse per ovviare ad i sicuri alti e bassi a cui lo spagnolo, convocato nella ‘Selección’ di Julen Lopetegui per i due impegni amichevoli contro Costa Rica (11 novembre a Málaga) e Russia (14 novembre a San Pietroburgo). Intanto, però, si gode il suo fantasista atipico, che dimostra, ogni giorno, amore sconfinato per i colori rossoneri con i suoi post sui social network.

La missione del Milan, con Suso, è quella di centrare la Champions League: qualora ciò non dovesse avvenire, il nazionale iberico potrebbe essere sacrificato sull’altare del bilancio. Un’eventualità a cui il club di Via Aldo Rossi, che gli ha recentemente rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2022, con stipendio di 3 milioni l’anno, ed una clausola di rescissione di 50 milioni di euro, non vorrebbe minimamente prendere in considerazione.

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