Genoa-Milan per una notte da numeri 1

Se il Milan dovesse vincere stasera con il Genoa volerebbe almeno per una notte da solo in testa alla classifica. Intanto Donnarumma fa un anno.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Si sogna di notte, ma una notte potrebbe trasformarsi in sogno. Stasera il Milan giocherà a Marassi contro il Genoa e in caso di vittori volerebbe al primo posto in classifica in solitaria, almeno per una notte. Vincenzo Montella, a suo dire, non ci aveva neanche pensato. L’Aeroplanino, stranamente, cerca di restare con i piedi per terra. Ciò significa che Montella non ha fatto altro che mantenere alta la concentrazione, sua e della squadra, senza puntare sul possibile primato. L’ultima volta in cui si è visto un Milan da solo in testa è stato il 31 marzo 2012, sono passati 1669 giorni, quasi cinque anni. In quel caso i rossoneri persero la vetta pareggiando a Catania, con polemiche arbitrali per un gol fantasma non assegnato a Robinho. Il Milan andò su tutte le furie, dopo che poco più di un mese prima c’era stato il caso del gol di Sulley Muntari. Era il Milan di Massimiliano Allegri (che si arrabbiò molto con Marotta), di Zlatan Ibrahimovic, mentre l’unico superstite è Ignazio Abate, oggi capitano. Anche Mattia De Sciglio faceva parte di quella rosa, scrive La Gazzetta dello Sport, ma quella sera non era neanche in panchina. Sulla panchina del Catania, invece, c’era un giovane allenatore rivelazione: Montella. Oggi può chiudere il cerchio. La domenica successiva il Milan perse a San Siro contro la Fiorentina, consegnando il primato alla Juventus. Il 10 aprile, dopo la vittoria sul Chievo Verona, il Milan tornò primo, ma solo per una notte. Un’eventuale vittoria stasera consegnerebbe la vetta per qualche ora, o forse fino al weekend, poco cambia: l’obiettivo è mettere pressione là in alto.

Sarebbe un risultato straordinario per il Milan, un Milan da record: è la squadra con l’età media più bassa della Serie A e con il titolare più “piccolo”: Gianluigi Donnarumma. Gigio non vuole ancora sentirsi numero uno e sulla maglia ha il 99, anno di nascita. È un campione, con altri margini di miglioramento. Per Silvio Berlusconi sarà il portiere rossonero per i prossimi 20 anni e non lo venderebbe neanche per 80 milioni. Cifre astronomiche. Non si può evitare il paragone con Gianluigi Buffon. Gigio si è preso tutto in un anno: era il 25 ottobre 2015 quando ha esordito in Milan-Sassuolo. Mai scelta fu più azzeccata: campionato concluso con la seconda media voto più alta della squadra (6,25 contro 6,27 di Giacomo Bonaventura). Quest’anno, invece, è il numero uno e i numeri non si contestano: media di 6,75, nessuno come lui. Il prossimo 25 febbraio Donnarumma farà 18 anni e il primo compito della nuova proprietà sarà di blindarlo per cinque anni. Per tutti è un predestinato, ma Vincenzo Montella non vuole dargli troppe pressioni.

Anche per i tanti giovani che il Milan sta mettendo in campo, ieri sono arrivati i complimenti di Sino-Europe Sport, consorzio cinese che si appresta a chiudere a breve il passaggio di proprietà del club di via Aldo Rossi. Congratulazioni arrivate da Twitter: “Non conosciamo paura, sempre avanti, questo è il fuoco della gioventù! Grazie per la gioia che regalate ai rossoneri”. Ieri sera ha parlato Adriano Galliani e ha ripreso anche questo concetto: “Più che aspettarmi un Milan così in alto ci speravo. Su Locatelli la prima cosa che mi è venuta in mente è una similitudine con Rivera che nel ’61 segnò alla Juve a 18 anni. Gli auguro di ripercorrere quella carriera, ma deve ancora fare tanto, è un bambino. Però un bambino di talento. Donnarumma sarà l’erede di Buffon nell’Italia, anche se Gigi è ancora un grandissimo. Mi auguro e sono convinto che Gigio resti un giocatore del Milan per ancora molti anni”.

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