Gazzetta – Milan, la quarta sfida di Elliott: la pace con la UEFA

Mano tesa a Nyon per il Milan di proprietà del fondo Elliott Management Corporation: senza Yonghong Li, si lavorerà insieme per il futuro

di Daniele Triolo, @danieletriolo

‘La Gazzetta dello Sport’, analizzando nel dettaglio le sfide che attendono il Milan di proprietà del fondo Elliott Management Corporation, ha sottolineato come, una volta posati i guantoni e sotterrato l’ascia di guerra, il club rossonero e la UEFA siano pronti a sedersi intorno ad un tavolo per venirsi incontro e riprendere i dialoghi.

Il Milan di Elliott, infatti, ha vinto il ricorso contro la UEFA al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna e, grazie proprio alla sentenza del TAS, è stato riammesso in Europa League: ora, però, la società di Via Aldo Rossi dovrà tornare quanto prima dinanzi la Camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club di Calcio UEFA (CFCB) per ottenere una sanzione “più proporzionata” rispetto le violazioni commesse. Ovvero, con questa situazione societaria, più stabile ed economicamente garantita con l’uscita di scena di Yonghong Li, il mancato rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario dal 2014 al 2017.

Potrà arrivare, secondo la ‘rosea’, una multa in denaro: all’Inter, per esempio, furono comminati 20 milioni di multa, di cui 6 da pagare in tre rate ed altri 14 sotto condizionale. Potrebbero arrivare trattenute sui premi derivanti da competizioni UEFA, o una restrizione sul numero dei giocatori utilizzabili in Europa League. Magari entrambe queste ultime due sanzioni. Il peggio, però, è evitato e, quel che è certo, è che d’ora in poi tra Milan e UEFA si aprirà una nuova partita.

A Nyon e dintorni non hanno mai amato i fondi ai vertici di una società di calcio ma, almeno, il nuovo proprietario è certo, credibile ed economicamente molto solido: proprio in quanto nuovo proprietario, Elliott potrà chiedere, in base alle informazioni in possesso della ‘rosea’, l’accesso al Voluntary Agreement, negato al Milan nel dicembre dello scorso anno alla nebulosa proprietà cinese. Se la Camera investigativa della UEFA, diversa da quella giudicante, dovesse invece andare incontro al Milan ‘soltanto’ con un Settlement Agreement, i rossoneri seguirebbero le orme di Inter e Roma.

A cosa andrebbe incontro il Milan qualora finisse sotto regime di Settlement Agreement? La UEFA fisserebbe obiettivi economici, anche parziali, e ne imporrebbe il raggiungimento attraverso limiti alla rosa, al costo del personale e, in generale, al calciomercato. Mantenersi in ‘pareggio’ tra acquisti e cessioni per alcune sessioni di mercato potrebbe diventare una regola. Almeno, però, c’è la certezza dell’impegno di una proprietà ricca e con piani ambiziosi: ecco quali.

SEGUICI SUFacebook /// Twitter /// Instagram /// Google Plus /// Telegram

SCARICA LA NOSTRA APPiOS /// Android

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy