Gattuso indagato per riciclaggio, ma lui spiega

Un’inchiesta della Procura di Ivrea fa luce su un’azienda di cui Gattuso era socio, senza però che abbia mai ricoperto alcun ruolo operativo.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Il Milan e il riciclaggio di denaro. Prima ai livelli più alti, ora sull’allenatore, queste ombre non sembrano voler andare via, scrive La Gazzetta dello Sport. Per la seconda volta in sette mesi arriva un’accusa di questo tipo a tinte rossonere. In entrambe le situazioni, tuttavia, serve fare chiarezza. La prima volta risale a gennaio e ha coinvolto la proprietà: tre segnalazioni di operazioni sospette sulla compravendita del Milan trasmesse da Bankitalia alla Guardia di Finanza avevano portato all’apertura di un fascicolo a modello 45, senza ipotesi di reato né indagati. La seconda è di ieri e riguarda personalmente Gennaro Gattuso, indagato per trasferimento fraudolento di valori: coinvolto come socio, avendo il 35% delle quote, della società Tre Olmi di Gallarate, specializzata nell’allevamento di suini, fallita nel 2014 e considerata strumento di riciclaggio. L’inchiesta è iniziata nel 2010 ed è coordinata dalla Procura di Ivrea. Ha portato a nove misure cautelari di cui una in carcere e otto agli arresti domiciliari. La posizione di Gattuso è marginale e lui ha subito chiarito in una nota che il documento ricevuto dalla Procura sia un atto dovuto, essendo un ex socio della società su cui si sta indagando. Società dalla quale Gattuso è uscito dopo un breve periodo, senza aver mai ricoperto alcun ruolo operativo.

L’indagine coinvolge altre 42 persone ed era partita da irregolarità risalenti al periodo tra il 2010 e il 2013 in favore di Pasquale Motta, imprenditore arrestato, da parte degli amministratori del Comune di Favria in riferimento alla gestione della casa di riposo comunale. Sembra che la casa di riposo abbia percepito illecitamente erogazioni pubbliche per 112.000 euro. Motta avrebbe estromesso la vecchia gestione e ottenuto i contributi pubblici grazie ai buoni rapporti con alcuni amministratori. Tra gli indagati ci sono l’ex sindaco di Fabria, Giorgio Cortese, e alcuni componenti della giunta comunale del 2010. Lo stesso Motta avrebbe creato una catena di aziende per riciclare denaro con alcuni prestanome per fare in modo che le società non fossero riconducibili a lui. Tra queste, anche la Tre Olmi, specializzata nella produzione di insaccati. Sono stati sequestrati, nelle perquisizioni, beni per un valore complessivo di 200mila euro.

La notizia è arrivata a Gattuso nella pausa tra un allenamento e l’altro di ieri. Il club ha subito dato il proprio appoggio a Rino, che ha diffuso prontamente il comunicato in cui prende le distanze dalla vicenda. Eccolo.

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