Flamini: “Milan, Gattuso il tuo Wenger. Stasera non tifo”

Flamini: “Milan, Gattuso il tuo Wenger. Stasera non tifo”

Flamini è un doppio ex della partita di stasera. Per lui 12 stagioni nei due club. Molto amico dell’allenatore rossonero, a cui augura di restare tanto.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Ha 34 anni, gioca nel Getafe, e per ora non ha alcuna voglia di smettere. Mathieu Flamini ha cambiato tanto in carriera, giocando in Spagna, Italia, Inghilterra e Francia. Nella sua vita, però, non c’è solo il calcio. Ama l’arte contemporanea, dice, è stato una settimana in Birmania tra i malati di AIDS, ha studiato chitarra classica e si è iscritto a Legge dopo gli studi. È in continuo movimento, ma stasera ci sarà la sua partita del cuore e non potrà fare a meno di fermarsi. Milan-Arsenal significa 12 anni di carriera, 7 a Londra (divisi) e 5 a Milano. In rossonero si è sempre sentito a casa e con Gennaro Gattuso ci ha condiviso lo spogliatoio. In vista del match odierno di Europa League, La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato. Ecco le sue parole.

Se le fa tristezza questa partita solo in Europa League: “Fa strano, siamo tutti abituati a vedele in Champions League, ma non bisogna fare gli schizzinosi. Si riparte così e i grandi club lo sanno fare con lavoro e unione”.

Se ha una preferenza: “Non posso avere preferenze, Milan e Arsenal sono state due parti fondamentali della mia carriera, esperienze incredibili e grandissimi club. In Italia tifo Milan, in Inghilterra Arsenal, ma stavolta che vinca il migliore, banalmente”.

Se chi passa può arrivare in fondo: “Certo, chi andrà avanti sarà tra le favorite per l’Europa League”.

Se Wenger può essere a fine corsa: “Sta vivendo una situazione complicata, ma ne uscirà con l’esperienza. Non bisogna dimenticare cosa ha fatto per l’Arsenal, come ha contribuito allo sviluppo del club. Mi fa male vederlo così. È stato importante per me, mi ha preso dalla Francia e mi ha rivoluto dopo il Milan. Poi a me piace il concetto di tecnico duraturo, il segreto dei grandi club è la stabilità in panchina”.

Se Gattuso può essere il Wenger rossonero: “Certo, conosce il club come le sue tasche e ha cambiato la stagione in poco tempo. Non mi stupisce vederlo allenare. Già da giocatore studiava molto la tattica e gli avversari e mi diceva che un giorno gli sarebbe piaciuto. Mi piacerebbe se restasse a lungo, per il suo legame con il Milan sarebbe una storia bellissima. E poi l’ho detto: la parola magica è stabilità. Auguro al Milan di tornare subito in Champions e a Gattuso di restare a lungo”.

Sul duello da giocatore con Gattuso: “Mi piace ricordare quando in campo eravamo insieme. Adoravo andare a fare la guerra con lui, è sempre stato un leader. Abbiamo due caratteri simili, senza paura della battaglia. Parlavamo la stessa lingua e a me piaceva quando lo facevamo accanto”.

Ricordo più bello e più brutto con Milan e Arsenal: “Al Milan lo Scudetto 2011 e quello perso l’anno successivo. Avevamo una grande squadra e lo perdemmo noi. All’Arsenal la prima Coppa d’Inghilterra e la Champions persa con il Barcellona”.

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