Diritti tv, il bando entra nel vivo. Ma è pronta l’alternativa

Diritti tv, il bando entra nel vivo. Ma è pronta l’alternativa

La Lega Calcio è in attesa della riformulazione del bando per i diritti tv ‘domestici’. Nel caso di offerte insoddisfacenti, nascerà un nuovo canale

di Daniele Triolo, @danieletriolo

L’edizione odierna del ‘Corriere della Sera’ ha realizzato un focus sulla situazione del bando per i diritti tv della Serie A. “La partita entra nel vivo – si può leggere -: dopo l’assegnazione già avvenuta dei diritti per l’estero del campionato relativi al triennio 2018-2021 all’americana Img che assicurerà alle società di Serie A 371 milioni annui, la Lega di via Rosellini è in attesa della formulazione del bando dei diritti domestici. L’asta a giugno fu, com’è noto, senza risultato a causa della mancata presentazione di offerte da parte di Mediaset, convinta che al pacchetto del digitale proposto non corrispondesse il valore di 216 milioni. Perciò l’advisor Infront è al lavoro per preparare un bando, da presentare a fine novembre, rivisto nella sostanza ma pur sempre nell’ottica di massimizzare i ricavi. L’obiettivo è raggiungere quota un miliardo con l’apertura delle buste prevista per metà dicembre”.

Nel caso in cui le offerte di Sky e Mediaset dovessero rivelarsi insoddisfacenti, è già pronta l’alternativa: “Esclusa l’ipotesi di un terzo bando, il piano B è rappresentato dal canale della Lega che si ergerebbe a editore dei contenuti (per satellitare, digitale e internet). Infront ha già individuato in Discovery Channel il partner industriale mentre ancora non è stato designato un possibile partner finanziario che sostenga economicamente il progetto. Se ne discuterà oggi in commissione, mentre prima l’assemblea designerà la società di cacciatori di teste a cui affidare il compito di trovare il nuovo a.d. Sono in corsa Egon Zehnder, Korn Ferry e Spencer Stuart. A questo punto la domanda delle domande: si arriverà entro l’11 dicembre, data di scadenza del mandato di Tavecchio, alla nomina di un nuovo amministratore delegato o, come teme qualche Presidente, lo spettro del commissario ad acta è ancora vivo?”.

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