Cessione Milan, un mese per definire l’operazione. Mistero sulla cordata

Cessione Milan, un mese per definire l’operazione. Mistero sulla cordata

Un mese di lavoro, secondo ‘Il Sole 24 Ore’, per definire l’operazione di cessione del 70% del Milan alla cordata cinese: il punto della situazione

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Secondo ‘Il Sole 24 Ore’, per definire la trattativa del passaggio del 70% delle quote del Milan dalla Fininvest alla cordata di imprenditori cinesi servirà, circa, un altro mese di lavoro. Presumibilmente, quindi, la durata dell’esclusiva, come già vi avevamo anticipato in mattinata, sarà posticipata dal 30 giugno fino alla metà del mese di luglio. L’operazione, comunque, starebbe proseguendo secondo le aspettative: negli incontri tra Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff con i manager Fininvest, infatti, sarebbero stati chiariti alcuni punti importanti del contratto di vendita, a cominciare dal piano di investimenti per la squadra rossonera (400 milioni per tre anni) per finire con la governance, condivisa per i prossimi tre anni con la famiglia Berlusconi.

‘Il Sole 24 Ore’ riporta come gli studi legali coinvolti (Chiomenti per conto di Fininvest e Ripa di Meana per conto dei cinesi) e gli advisor finanziari (Gsp Cap e Lazard) proseguono nella stesura dei contratti, mentre l’operazione, di per sé, è già definita e potrebbe essere soggetta, al massimo, a qualche ritocco: il Milan è valutato, cifre alla mano e debiti compresi, tra i 700 ed i 750 milioni di euro. La quota del 70% che dovrebbe essere ceduta da Fininvest verrebbe valutata 350. Sul tavolo, inoltre, una ricapitalizzazione del club per 90-100 milioni di euro, utili per sistemare il bilancio. Ancora oscurità, infine, sulla composizione della cordata di imprenditori: tra i nomi finora circolati (Evergrande Real Estate Group LTD, Baidu di Robin Li, Midea, Kweichow Moutai e Huawei) solo la conglomerata Evergrande sarebbe tra quelli presenti nel consorzio, anche se con una quota minoritaria. In questi giorni, comunque, è in fase di costituzione, a Hong Kong, la società ‘veicolo’ che raggrupperà gli investitori, con impegno finanziario da 1,5 miliardi di dollari: entro tre anni, il Milan dovrebbe essere quotato in borsa sui mercati asiatici.

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