Cessione Milan, tra Berlusconi ed i cinesi cala il gelo

Cessione Milan, tra Berlusconi ed i cinesi cala il gelo

Il consorzio cinese crede di aver messo sul piatto garanzie sufficienti, ma Silvio Berlusconi frena: spunta un nuovo socio di minoranza?

di Daniele Triolo, @danieletriolo

La temperatura della trattativa tra Fininvest ed il consorzio cinese interessato alla maggioranza del Milan, secondo il ‘Corriere dello Sport – Stadio’ oggi in edicola, è scesa di parecchio, forse anche sotto lo zero. Il tempo perché possa risalire non manca, però, ad oggi, la fumata bianca sembra più lontana, nonostante le parti in causa, ovvero i manager Fininvest da un lato e la coppia Sal Galatioto-Nicholas Gancikoff dall’altro, continuino a sostenere come tutto proceda regolarmente. La realtà, al contrario, è che il buon esito della cessione del 70% del Milan è legato, in sostanza, agli umori del Presidente rossonero, Silvio Berlusconi, il quale, ad oggi, è tornato ad avere pesanti dubbi sull’opportunità di vendere il Milan.

I cinesi, tra l’altro, ha sottolineato il ‘CorSport’, sono rimasti sconcertati davanti l’atteggiamento di Berlusconi, da un lato per le ripetute battute pronunciate nei loro confronti (con Gancikoff che ha dovuto prodigarsi per spiegare e/o giustificare l’ironia del Cavaliere), dall’altro perché ritengono di aver messo sul piatto della trattativa garanzie sufficienti da non essere continuamente dubitate in pubblico. Un piano che prevede un miliardo e mezzo di investimenti per acquisire il club, rinforzare la squadra, ammodernare ‘San Siro’ (o realizzare un nuovo stadio) e lo sviluppo commerciale del brand Milan certifica, già di per sé, impegno e serietà nei programmi. Secondo gli investitori e l’advisor, inoltre, i 2-3 anni di presidenza onoraria per Berlusconi è ritenuta un segnale adeguato per la considerazione nei suoi riguardi, così come un ruolo garantito alla figlia Barbara ed ad Adriano Galliani, che seguirà il prossimo mercato.

L’esempio di Massimo Moratti, però, uscito definitivamente di scena dall’Inter, sta frenando Berlusconi, anche dinanzi le rimostranze dei figli, che vorrebbero cedere subito la società. Sembra difficile, ad ogni modo, che la trattativa si protragga oltre il 20-22 giugno, a meno che Berlusconi, ha concluso il ‘Corriere dello Sport – Stadio’, non tiri fuori dal cilindro un altro investitore, magari un semplice socio di minoranza, come sarebbe stato Bee Taechaubol, che permetterebbe all’ex Premier di continuare a guidare il Milan dividendo, però, i costi con qualcun altro.

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