Cessione Milan, Fininvest e SES proseguono le trattative

Cessione Milan, Fininvest e SES proseguono le trattative

Non c’è stato il closing per il passaggio di proprietà del Milan ma le parti hanno trovato un ‘gentlemen’s agreement’: una settimana per fornire garanzie

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Quella di ieri è stata una giornata di fondamentale importanza per il futuro del Milan. Era atteso il closing per il passaggio di proprietà del club da Fininvest ai cinesi di ‘Sino-Europe Sports’ ma, come già si era intuito dalle voci dei giorni precedenti, tutto ciò non è avvenuto. L’assemblea dei soci del Milan, tenutasi presso la sede societaria in Via Aldo Rossi, invece di ratificare in massa le dimissioni dell’attuale Consiglio d’Amministrazione e procedere con la nomina di quello nuovo, italo-cinese, è stata un semplice pro-forma, dove si è preso atto dell’impossibilità di addivenire ad un accordo con ‘SES’ entro i tempi prestabiliti nello scorso dicembre.

E’ stato Adriano Galliani, amministratore delegato rossonero, a sottolineare come il closing non ci sarebbe stato, subendo, tra l’altro, l’ira dei Piccoli Azionisti del Milan, su tutti quella del loro Presidente, l’avvocato Giuseppe La Scala, alla ricerca di chiarezza da Fininvest sulla situazione della società. Galliani ha spiegato come sia volontà di Fininvest di lavorare con ‘SES’ per giungere ad un accordo in tempi rapidi. Volontà, questa, che la stessa società cinese, presieduta dal controverso Yonghong Li, ha poi ribadito in tardo pomeriggio, con uno stringato comunicato emesso per specificare come il mancato closing sia stato dovuto a cause non dipendenti dal consorzio orientale.

Queste cause, secondo i quotidiani in edicola stamattina, sarebbero da ricercare nelle mancate autorizzazioni del Governo cinese ad esportare tutti quei capitali all’estero (tra l’altro, il Paese del Dragone avrebbe dato input di investire maggiormente nel campionato locale anziché in quelli europei): questo è anche il motivo per cui è stata cambiata la struttura finanziaria per acquisire il Milan, che non sarà (o, per meglio dire, sarebbe) più un fondo bensì una società di capitali off-shore con sede a Hong Kong.

Fininvest e ‘Sino-Europe Sports’, dopo giorni di trattative, hanno rivisto i contratti firmati mesi fa, riformulandoli in gran parte: non c’è stata, ufficialmente, la concessione di una proroga alla trattativa, ma è stato trovato un ‘gentlemen’s agreement’ tra le parti. In sostanza, se ‘Sino-Europe Sports’, entro venerdì 10 marzo o giù di lì, farà recapitare a Fininvest un bonifico da 100 milioni valevole come terza caparra di acquisizione del Milan, dimostrando la provenienza legale di questi soldi, e fornendo garanzie, legali ed in ossequio alle norme internazionali sull’antiriciclaggio, di possedere anche i rimanenti 320 milioni di euro (220 per completare la transazione, più i 100 di anticipo del piano triennale di investimenti nel club), si andrà avanti per un altro mese o giù di lì. In caso contrario, la trattativa sarà saltata in via definitiva.

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