Mirabelli: “Il Milan raccoglie ora i frutti del mio lavoro”

Mirabelli: “Il Milan raccoglie ora i frutti del mio lavoro”

Massimiliano Mirabelli, ex direttore sportivo del Milan, ha rivendicato quanto fatto in Via Aldo Rossi: “Chi ha dato fiducia a tutti questi ragazzi?”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Massimiliano Mirabelli, ex direttore sportivo del Milan, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri a ‘Radio Sportiva‘, ha parlato anche ai microfoni del quotidiano ‘Tuttosport‘ oggi in edicola. Ecco quanto riferito da Mirabelli:

Sul suo presente da ‘disoccupato’: “Sto bene di salute, ma professionalmente mi manca l’adrenalina del calcio, con il campo ed il rapporto con la squadra. Però sto girando in lungo e in largo l’Europa per tenermi aggiornato e vedere più partite possibili. Del resto è sempre stata una mia passione quella di seguire squadre che non conosco per aggiornarmi e magari intercettare un futuro campione. Mi muovo in attesa di ricevere un’offerta importante”.

Sul suo ‘sì’ legato al corteggiamento di una big: “A me l’unica cosa che interessa davvero è la qualità del progetto. Cosa che mi spiace è che il Milan sta cogliendo ora i frutti dell’80% del lavoro che ho precedentemente svolto nei miei 15 mesi rossoneri. Dalla scelta dello staff tecnico ai rinnovi di giovani di prima fascia come Gigio Donnarumma, Alessio Romagnoli, Davide Calabria, Patrick Cutrone, per non parlare poi degli acquisti come Ricardo Rodriguez e Franck Kessie, solo per citarne alcuni. Oggi parlano di un Milan giovane, vero. Ma l’intuizione di dare fiducia a questi ragazzi di chi è stata?”.

Sulla possibilità di sostituire Monchi alla Roma: “Io dico che non è bello disturbare la gente che lavora. È chiaro che si tratta di una grande piazza, ma, ripeto, lasciamo lavorare serenamente chi è in sella”.

Sulle possibilità che la Juventus superi l’Atletico Madrid in Champions League: “Io direi che bisogna aspettare il ritorno. Non è semplice vincere questa coppa, anche se prendi Cristiano Ronaldo. La storia della squadra di Diego Pablo Simeone racconta che per farle male devi essere al mille per cento della condizione. Ma la squadra di Massimiliano Allegri non viveva quella condizione, con Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci rientranti dopo settimane di stop per infortunio, Sami Khedira che si è dovuto fermare e Miralem Pjanic in campo con la febbre. La qualificazione è ancora aperta: la Juventus ha dimostrato che può ribaltare questi svantaggi ma in ogni caso se non accadesse non sarebbe giusto processarla. La società sta facendo delle cose straordinarie in questi anni: sette Scudetti di fila, più quello che sta arrivando, e due finali di Champions”.

Sul Napoli di Carlo Ancelotti: “Rispetto a Maurizio Sarri, usa molto di più tutto l’organico e non si fissa su 12-13 giocatori. Il Napoli si conferma come seconda forza ma c’è grande indecisione per il terzo posto e credo anche che nella prossima stagione questo equilibrio diventerà ancora più significativo, magari risucchiando anche il Napoli”.

Sul V.A.R. dopo le polemiche in Fiorentina-Inter: “Sono sempre stato e resto un fautore del V.A.R.. È uno strumento validissimo, ma l’errore che è successo a Firenze non deve accadere. Posso capire una svista in campo, ma al video non puoi fare una valutazione del genere. Rosario Abisso è stato fermato per tre turni, ma credo sia il minimo. Davanti ad una situazione del genere bisognerebbe far smettere di fischiare per sempre. Non esiste: ti fermi, guardi le immagini, ascolti il V.A.R. e fischi quel rigore al 101′? Troppo poco tre turni”.

Sul rapporto tra Wanda Nara, Mauro Icardi e l’Inter: “Pure io ho fatto qualche rinnovo difficile. Ricordate il braccio di ferro per Donnarumma con Mino Raiola? Non sarà bello come la signora Wanda Nara ma è stato impegnativo anche lui. Ai miei tempi con l’Inter ho conosciuto Icardi e posso testimoniare che si tratta di un grande calciatore e di un’ottima persona. Il problema non è che Wanda Nara sia una bella donna o la moglie del calciatore. Il problema è lei non parla nelle sedi opportune. Questo ricorso massiccio ai social o alle tv dove ribadisce la posizione nelle trattative è fuori luogo. Lo fa solo per diventare un personaggio e ci è riuscita. Sta lavorando solo per sé e per farlo sta danneggiando seriamente il capitano dell’Inter. E non parliamo poi del fatto che esprime pensieri e riflessioni sui compagni di squadra di Mauro. Non ci si comporta così e bene ha fatto il club a prendere le decisioni che ha assunto. Giuseppe Marotta è navigato e sa come ci si deve muovere. Mi auguro che Icardi rifletta”.

Sui campionati che lo infiammano di più: “Sotto l’aspetto spettacolare, Premier League e Bundesliga non tradiscono: mai un posto libero sugli spalti”.

Sui potenziali campioni intercettati: “L’Olanda e il Belgio sono i terreni più fertili, visto che danno grande spazio ai giovani. Un nome? Tanti, ma ne faccio uno solo: il giovane centrocampista Sander Berge del Genk, in Belgio”.

Su come aiutare la Nazionale Italiana a rilanciarsi: “Già la scelta di Roberto Mancini è geniale e intelligente: non ha paura di dare fiducia ai giovani e ama il talento dei calciatori. Particolare importantissimo, anche se mancano terzini sinistri ed attaccanti. Io prevederei una norma in campo per cui in campo devono giocare in ogni squadra almeno sei giocatori cresciuti calcisticamente nel nostro Paese. Servirebbe che tutti i Presidenti di Serie A si mettessero d’accordo con la F.I.G.C.: farebbe bene al nostro mondo”.

Su Cutrone tornato nelle mire del Torino: “È il giovane attaccante più promettente che abbiamo. Era in scadenza, voleva andare a giocare in Serie B ma io gli dissi che doveva prolungare e restare in rossonero dove avrebbe trovato spazio e soddisfazioni. Io al posto del Milan me lo terrei stretto e non lo cederei. Lui con Andrea Belotti potrebbe fare bene, sono un po’ simili come giocatori, ma quando ne hai due buoni non rischi mai di andare incontro a problemi”.

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