Calcio a Natale, test riuscito: i numeri lo certificano

Le partite a cavallo del Natale erano una novità per il nostro calcio. Non si sapeva quanti le avrebbero seguite. Il test pare superato con buoni numeri

di Michele Neri, @micheleneri98

In molti erano scettici riguardo le partite fissate a cavallo delle feste natalizie. La possibilità che i più si disinteressassero era dietro l’angolo. Alla fine però, questa non si è palesata. Il calcio a Natale ha superato i numeri attesi per l’audience televisivo, anche aiutato dal derby di Milano di Coppa Italia. Questo match, crocevia per la stagione di Bauscia e Casciavit, ha bloccato 8,2 milioni di persone sul divano e altre 50 mila hanno presenziato a San Siro. Come scrive “La Repubblica” lo share durante i supplementari era addirittura al 36%. E Gattuso, pur danneggiato dalla vicinanza di tutti questi impegni ha commentato in modo positivo il “boxing day” italiano: “Vedere tanta gente alla partita è bello: non lamentiamoci, siamo dei privilegiati”.

Non solo Coppa Italia. C’erano anche le sfide di Serie A, tra il 29 dicembre e la vigilia del cenone di Capodanno. La 19^giornata non aveva purtroppo sfide scudetto, ma comunque la tendenza è stata confermata. Allo stadio una media di 24.880 spettatori, più alta di quella complessiva delle giornate precedenti, che comunque hanno un 10% in più rispetto alla stagione 2016-17. Tuttavia la rimonta sugli altri campionati europei è ancora impensabile. L’Italia ha avuto il maggior numero di spettatori per 20 anni, dal 1973 al 1993, ma oggi arranca, e non poco. La Bundesliga porta mediamente 44 mila persone allo stadio, la Premier League 37900 e la Liga 27.592. Più risonanti le percentuali di riempimento. L’Italia non arriva al 70%, la Germania invece ha il 91,8%, l’Inghilterra 90,7% e Spagna 72,6%. Addirittura la Francia, per poco, è davanti a noi.

Dove l’esperimento non ha funzionato è in Cina. Dal mercato asiatico, principale ragione dei turni natalizi, non sono giunti numeri incoraggianti. La Serie A è poco guardata, e come spiega Nicholas Gineprini, consulente per il mercato calcistico cinese: “La Liga ha pubblicizzato alla grande il Clasico tra Real e Barca alle 13 spagnole. La Serie A, invece, non è ancora nemmeno su Sina Weibo, il più grande social network cinese. Significa quasi non esistere, dato l’alto grado di digitalizzazione della popolazione”.

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