Bonaventura: “Milan, avanti con Gattuso: ora non c’è più confusione”

Giacomo Bonaventura, centrocampista rossonero, loda il lavoro di Gennaro Gattuso al Milan e lancia la sfida: “Possiamo tornare tra le prime cinque”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Giacomo ‘Jack’ Bonaventura, centrocampista del Milan, ha rilasciato una lunga intervista al ‘Corriere dello Sport – Stadio’. Queste le dichiarazioni di Bonaventura:

Su Gennaro Gattuso: “Uno, magari, vorrebbe Pep Guardiola o un top come allenatore. Ma Gattuso non ha nulla da invidiare a nessuno come metodo di lavoro. Comunque cambiare ancora guida tecnica rappresenterebbe un passo difficile per noi giocatori. Gattuso conosce benissimo l’ambiente e meriterebbe di poter disporre di qualche fuoriclasse in più”.

Su cosa ha dato Gattuso al Milan: “Un modo di lavorare diverso dove ci sono grande intensità, pochissime pause, il livello degli allenamenti si è alzato molto. Inoltre il nostro allenatore ha un carattere forte, una grande passione, è onesto, è riuscito a dare a tutti noi una grande voglia di migliorare, un’unità di intenti importante. Gattuso è molto bravo a motivare anche chi gioca di meno. Non abbandona nessuno al suo destino, cerca sempre di recuperarlo”.

Sulla svolta di Gattuso: “L’intuizione più importante è stata quella di riproporre la difesa a 4. Finalmente abbiamo un modulo ben preciso e lo stiamo portando avanti. Adesso non c’è più confusione, la situazione è chiara per tutti. Quando si cambia modulo e tanti allenatori non è un bene per noi calciatori. In questi ultimi anni abbiamo avuto a che fare con tanti, troppi cambi su tutti i fronti”.

Sulla crisi degli attaccanti: “Non è facile, come nel caso di André Silva, adeguarsi ed ambientarsi subito nel nostro campionato. Ci sono dinamiche di gioco diverse, bisogna avere doti di apprendimento particolari perché bisogna abbinare una grande crescita ad altrettanta qualità. Ma io penso che anche Nikola Kalinić e Patrick Cutrone possano e debbano migliorare. Tutti i sensori di Milanello indicano che siamo sulla strada giusta”.

Sul Milan che in casa fatica a segnare: “Contro la Lazio si tratta di sfide da non perdere perché possono e devono imprimere una svolta importante alla nostra stagione. Sicuramente in fase offensiva dobbiamo fare di più, stiamo rendendo meno rispetto le aspettative iniziali. Ci mancano lucidità e precisione”.

Sul suo ruolo da mezzala sinistra: “Nella mia carriera non mi sono mai risparmiato, ho sempre dato tutto quello che avevo. Ho cambiato tante posizioni in campo, tanti allenatori, ho anteposto il bene della squadra a quello mio personale. Sì in effetti il ruolo di mezzala mi va a genio perché adesso le idee tattiche sono più precise, non c’è più confusione, non ci sono problemi”.

Sulle chance che ha di andare in gol partendo da dietro: “Gattuso esorta noi centrocampisti a cercare il gol. Quindi verticalizziamo molto, andiamo alla ricerca di reti importanti considerato anche il momento non felicissimo degli attaccanti”.

Sul futuro: “Ci attendono due mesi importanti, che possono e devono determinare al meglio il nostro futuro in campionato, in Coppa Italia ed in Europa League. Sì, perché il Milan sta combattendo e si sta battendo ancora su tre fronti, sta tenendo fede alle aspettative, ai programmi della scorsa estate. Con Gattuso si sono visti dei cambiamenti concreti: bisogna avere fiducia in questo Milan”.

Sulle partite contro la Lazio: “Sicuramente per noi sarà un doppio banco di prova importante. La Lazio è una squadra molto forte e soprattutto in gran forma. Ha dimostrato che può lottare al vertice in ogni competizione. Le sue caratteristiche? Si tratta di una squadra molto solida in difesa, è una dota che in Serie A alla lunga paga. Così come ha un attacco eccezionale, che, comunque, non dipende o meno dalla presenza di Ciro Immobile, come si è visto contro il Chievo quando la Lazio è dilagata proprio nel momento in cui ha dovuto fare a meno del suo centravanti titolare”.

Sul Milan tra le prime 5 in classifica: “Sì, se troveremo il giusto equilibrio. Le prossime partite saranno difficili, ma siamo sulla strada giusta, anche se non dobbiamo pensare tanto alla classifica. Secondo me possiamo ancora farcela ad avvicinarci alla vetta”.

Sull’ambientamento di Bonaventura a Milano rispetto a quello di altri due ex atalantini, Franck Kessié e Roberto Gagliardini: “Io rispetto a loro due sono arrivato ad un’età diversa, un pochino più matura, ma soprattutto avevo già fatto una notevole esperienza in Serie A, collezionando quasi un centinaio di presenze. Questa è la differenza sostanziale e certamente non trascurabile”.

Sul suo agente Mino Raiola ed il rapporto conflittuale con il Milan: “Sono cose loro, per un calciatore parla solo il campo. Altre situazioni contano poco. I dirigenti del Milan e Raiola fanno il loro mestiere, io faccio il mio”.

Sul feeling ossidatosi con Vincenzo Montella: “Quando si perdono giocatori importanti, la classifica ne risente. Con Montella è accaduto che, all’inizio di questa stagione, avrei dovuto lavorare più duramente e diversamente per ritrovare la forma migliore dopo l’infortunio della stagione precedente. Invece dopo poche settimane di lavoro è iniziata l’Europa League, dove sono stato subito utilizzato a tempo pieno. Questo impegno non mi ha permesso di affrontare il campionato al 100%”.

Sulla sua reazione dopo la sostituzione nell’ultima gara di Montella al Milan: “Quando non stai al 100%, te la prendi per cose che, in condizione normale, non ti toccano. Subentra un po’ di frustrazione, non mi era mai successo di uscire dal campo arrabbiato”.

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