Belotti contro Kalinic, nel segno di Shevchenko

Belotti contro Kalinic, nel segno di Shevchenko

Sia il granata che Kalinic hanno come mito l’ex ucraino del Milan. Gattuso dice che sia il Gallo a somigliare più a Sheva. Entrambi cercano la svolta.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

La conferenza stampa di Gennaro Gattuso di ieri, a un certo punto, si è concentrata stranamente su un avversario in particolare: Andrea Belotti. Il Gallo è stato allenato da Rino ai tempi del Palermo ed è stato proprio lui a volerlo e a farlo esordire. Ieri, ovviamente, ha speso parole dolci, ma che aveva già detto. Belotti ricorda Andriy Shevchenko. Ora probabilmente qualcuno suggerirebbe di andarci piano, ma nessuno si scandalizzerebbe. Rino questa cosa, però, l’ha detta proprio quando Belotti era solo un ragazzino con la maglia rosanero. Ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”, Giorgio Perinetti, allora responsabile dell’area tecnica del Palermo, racconta come è andata: “Avevo visto giocare Belotti in Serie C e in alcune selezioni di Under 21, ero convinto sarebbe stata un’occasione. Incredibilmente anche Gattuso aveva ricevuto le stesse segnalazioni. Ci confrontammo un attimo, convincemmo Zamparini e Belotti arrivò da noi a inizio settembre. Dopo i primi allenamenti Rino mi prese da parte e mi disse che era dai tempi di Sheva che non vedeva calciare in porta con questa forza e precisione. Risposi menomale, voleva dire che avevamo fatto un colpo. Abbiamo avuto questa sensazione da subito”. Tutti e tre insieme, però, vissero pochi momenti. Giusto un assist di Belotti a Bari, gara d’esordio, ma anche ultima di Gattuso in panchina.

Ieri, come detto, Gattuso ha ribadito il concetto, facendo i complimenti a Belotti, ma stando attento a non far ingelosire Nikola Kalinic, che stasera partirà titolare e che di Sheva veste la numero 7 rossonera. Su Belotti, Rino ha confermato tutto: ricorda Sheva, ha forza fisica, quando calcia 28 volte su 30 prende la porta, anche di testa è impressionante ed è un ragazzo per bene. Insomma, l’identikit del giocatore ideale per lui. Ma, per bilanciare, ha parlato molto bene anche di Kalinic dopo il Napoli, lo ha difeso e ha sottolineato che spesso ha fatto grandi movimenti senza essere servito. Inoltre, ha chiarito di non apprezzare il massacro nei suoi confronti. Belotti, comunque, a questo punto si candida nuovamente come centravanti del futuro rossonero, ma Walter Mazzarri non sembra essere molto d’accordo. Ieri in conferenza ha lanciato frecciatine molto chiare: se il Torino deve crescere, bisogna confermare i migliori giocatori. Nel frattempo, però, si augura che stasera il Gallo possa tornare a cantare.

Perchè la stagione di Belotti è stata probabilmente la più complicata della sua breve carriera. Ha subito un brutto infortunio a ottobre, che l’ha evidentemente condizionato. Lo scorso anno a questo punto era a quota 29 presenze e 25 gol. Ora, su 26 apparizioni i gol sono solo 9. Gli ultimi tre tutti a Crotone. Anche l’attaccante del Milan rispetto all’anno scorso ha subito un calo: alla Fiorentina era a quota 14 gol in 29 partite, ora sono solo 5 gol in 1514 minuti. Probabilmente Belotti e Kalinic sono i due centravanti che hanno subito il calo più drastico rispetto allo scorso anno. Eppure ovviamente il Torino non prescinde da Belotti e Gattuso si affida ancora una volta a Kalinic. E pensare che proprio Belotti oggi poteva essere rossonero, se solo la trattativa si fosse conclusa, invece che infastidire Urbano Cairo per il troppo clamore. I due hanno anche un’altra cosa in comune: l’idolo. Per entrambi è Shevchenko. Stasera tenteranno di somigliargli un po’ di più.

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