Addio a Salvatori, guerriero dei tempi di Sacchi

È morto Salvatori a 49 anni, mediano-terzino di sacrificio del Milan campione d’Europa nel 1990 e poi simbolo degli Hearts in Scozia.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

In una delle foto che ritraggono Stefano Salvatori, c’è tutta la voglia di combattere che avesse: lui ha la maglia degli Hearts ed è impegnato in un contrasto. Attaccato al suo braccio c’è Gennaro Gattuso, con la maglia dei Rangers. A spuntarla dal contrasto è proprio Salvatori. Era la finale di Coppa di Scozia del 1998. Vinsero proprio gli Hearts, che non ci riuscivano da 42 anni. A dare la notizia della scomparsa di Salvatori è stato proprio il sito degli Hearts. Non si sanno le cause, sembra una grave malattia. Avrebbe compiuto 50 anni il 29 dicembre.

Salvatori era un mediano di sacrificio, di corsa. Aveva i capelli corti sui lati e dritti davanti, mentre erano più lunghi sulla nuca. Dava l’idea di un lottatore calato su Roma, la sua città, scrive La Gazzetta dello Sport. Era un ragazzo umile, semplice. Lo ha acquistato anche il Milan, dalla Lodigiani. Nel 1987/88 lo ha prestato a una squadra militante in Serie C, la Virescit Boccaleone. Poi si presentò al raduno con un sacchetto contenente solo gli effetti personali. Andò poi di nuovo in prestito, all’Atalanta, dal 1994 al 1996. Non era un titolare, ma viveva comunque la partita con la stessa foga dei compagni in campo. In occasione di un diverbio tra un giocatore in campo e un compagno di Salvatori in panchina, quest’ultimo minacciò di “slegare il cane qui vicino”, riferendosi proprio a Salvatori.

Sono diversi i club in cui ha militato: Parma, Fiorentina, Spal, Alzano Virescit, AlbinoLeffe e Legnano. Ha fatto anche l’allenatore a Voghera e Legnano, per poi cambiare vita andando in Australia dove ha aperto delle scuole calcio. Con il Milan ha vinto la Champions League del 1990, oltre alla Supercoppa Europea del 1989, quando ha giocato anche titolare l’andata contro il Barcellona. Arrigo Sacchi ricorda: “Era un mediano, ma si mise a disposizione come terzino destro, anche se non era il suo ruolo. Un caro ragazzo, questo era il suo stile”.

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