Profondo rosso: Milan nervoso, urgono rimedi

Il Milan da inizio stagione colleziona troppi cartellini rossi. Tante espulsioni per i giocatori rossoneri, che palesano troppo nervosismo

di Redazione

Se bastassero grinta e voglia di combattere, il Milan di Vincenzo Montella sarebbe largamente in testa alla classifica del campionato. I rossoneri, sempre più spesso soggetti a partenze ad handicap che talvolta pregiudicano da subito i match, hanno già ampiamente dimostrato di possedere le qualità atletiche e tecniche per ribaltare i risultati e ottenere punti spesso insperati. Tuttavia queste frequenti rincorse causano un grave dispendio di energie psico-fisiche, la cui più diretta conseguenza si rileva nel numero di espulsi ed ammoniti che puntualmente figurano nel taccuino dell’arbitro a fine gara. Nella stagione in corso, in cinque mesi di campionato, il Milan è la terza squadra più “cattiva” del campionato italiano (alle spalle di Genoa e Cagliari), con ben cinque espulsioni già collezionate alle quali va sommato il sesto recentissimo allontanamento dal campo di mercoledì sera allo Juventus Stadium in Coppa Italia. La distanza da Juventus e Roma, che in campionato precedono i rossoneri  di rispettivamente undici e dieci punti, si misura anche in termini di espulsioni: zero cartellini rossi,insieme con l’Udinese, per gli uomini di Allegri e di Spalletti. E’ evidente come gli episodi legati alle espulsioni rivelino alcune delle peculiarità di questo Milan; i giovani ragazzi di Montella, che hanno inoltre accumulato ben 47 cartellini gialli (con Juraj Kucka e Manuel Locatelli primi nelle relativa graduatoria) nel corso di questa stagione, peccano spesso di inesperienza legata alla loro giovane età, ed in quest’ottica si inquadrano le ingenue espulsioni per doppia ammonizione di Mbaye Niang a Napoli e Locatelli in Coppa Italia. Più legate alla necessità di portare a termine le faticose rimonte, con centrocampisti e difensori in balia dei contropiedi avversari e spinti, dalla foga agonistica e dalla veemenza, a recuperare rapidamente i palloni in possesso degli avversari, sono le espulsioni dirette di Kucka sempre a Napoli e Gabriel Paletta a Genova. Le espulsioni, sempre per doppia ammonizione, di Paletta e Romagnoli rimediate nelle due gare di campionato contro il Torino di Sinisa Mihajlovic sono invece dovute alla necessità di fermare, con le maniere forti, lo scatenato Gallo Belotti. Esporsi al rischio di un doppio cartellino giallo, con conseguente allontanamento, o assumere atteggiamenti meritevoli di una espulsione diretta causano al Milan seri guai, in termini di competitività per la gara in corso e per le ripercussioni sulle partite a seguire. Le assenze di Romagnoli e Locatelli, puniti dal giudice sportivo, hanno infatti privato il Milan della spina dorsale nella gara contro il Napoli di sabato scorso con le ben note conseguenze; l’ingenuo doppio cartellino giallo rimediato da Locatelli mercoledì sera ha pressoché precluso le speranze di rimonta dei rossoneri, che appena un minuto prima erano riusciti ad accorciare le distanze contro la Juventus. Seppur conscio che il suo Milan debba pagare lo scotto di un’età media tra le più basse della serie A, Vincenzo Montella deve lavorare assiduamente sull’approccio mentale dei suoi ragazzi per evitare le recenti partenze shock che compromettono la lucidità e la fiducia necessarie a giocarsi le sfide alla pari. E’ inoltre necessario che il gruppo si ricompatti, ritrovando lo spirito di Doha per lottare unito verso un unico obiettivo: va letto in questo modo l’allontanamento di Niang, troppo spesso nervoso, indolente e falloso, tanto da uscire repentinamente dalle grazie del tecnico campano. Occorre infine mantenere – e forse ritrovare – l’umiltà così spesso predicata da Montella: come sottolineato dal tecnico mercoledì sera in conferenza stampa, dare tutti qualcosa in più è importante per continuare nel processo di crescita cui solo un gruppo forte e sereno può aspirare.

Enrico Maggioni

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