Pagni: “Difendo Montella, la squadra si sta ritrovando”

Pagni: “Difendo Montella, la squadra si sta ritrovando”

Attraverso la pagina Facebook “Bollettino Milan”, il giornalista di Repubblica, Luca Pagni, difende Montella e vede la luce in fondo al tunnel per il Milan

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Il giornalista di Repubblica, Luca Pagni, attraverso la sua pagina Facebook “Bollettino Milan”, ha fatto il punto sui rossoneri dopo il pareggio odierno contro il Genoa.

Ecco le sue parole: “Il Bollettino, subendo molte critiche, dopo la partita con la Lazio scrisse che Montella era “unfit”, inadeguato per allenare il Milan. Non perché sia un allenatore scarso, ma perché non era il più adatto a ottenere risultati in breve tempo, così come richiesto dalla nuova dirigenza. E’ un allenatore “filosofo”, che ha bisogno di tempo per convincere i giocatori e convincersi di aver fatto le scelte giuste. Il Milan avrebbe avuto bisogno di un allenatore alla Conte, un martello che li trascina sbraitando e correndo più lui davanti alla panchina che i giocatori in campo.

Detto questo, il Bollettino si è convinto che – in questo momento – Montella è l’unico elemento di equilibrio della squadra. Cambiarlo (così come cambiare in corsa qualsiasi allenatore dopo una decina di partite) non servirebbe nulla. A meno di avere un progetto di lungo respiro, come accadde quando arrivò Ancelotti a metà stagione. Che in questo momento non c’è.

Di sicuro non danno equlibrio un amministratore delegato che si fa intervistare per dire (all’ottava giornata) che potrebbe vendere i due giocatori che hanno più mercato se non arriveranno i soldi della Champions. Oppure, facendo intendere che Montella ha i giorni contati. Non dà equilibrio nemmeno il direttore sportivo che a metà partita scende alla tribuna e si mette accanto alla panchina: magari voleva dire che è vicino al mister, ma può essere letto anche come un suo commissariamento. Tra l’altro, Fassone interviene molto nella gestione tecnica: suo il diktat per il passaggio alla difesa a 3. Sabatini all’Inter si vede pochissimo….

Così come non dà rassicurazioni la proprietà cinese: Yonghong Li si è visto a San Siro solo un paio di volte e non era nemmeno alla presentazione di Milan China. Se avesse avuto un patrimonio di peso non avrebbe chiesto un prestito al fondo di investimento Elliott: quindi è uno che “rischia” nei prossimi tre anni per arrivare in Borsa e ripagarsi dei 500 milioni impegnati. Grandi sponsor non sono arrivati e anche i possibili soci che lo appoggiano in cina non si sono ancora rivelati. Magari ci sono, ma per il momento assomiglia più a una storia di fantasmi cinesi….

Quindi, rimane Montella. Partiamo dai dati oggettivi. L’aeroplanino è stato il punto di riferimento anche l’anno scorso, in un momento in cui non si sapeva chi comandasse, chi sarebbe stato il proprietario, con una squadra fatta di prestiti e giovanissimi. Eppure, ha vinto un trofeo e ha conquistato l’Europa: soprattutto grazie a un girone di andata in cui ha sfiorato il secondo posto, poi tenendo con i denti nel ritorno (con le giocate di Deulofeu e le parate di Donnarumma).

In estate, gli hanno rifatto la squadra e non si è mai visto nel calcio che con un album di figurine si vinca subito o si trovi immediatamete il posto giusto per tutti. Soprattutto se non vengono presi i giocatori adatti per il 433 con cui avrebbe voluto giocare Montella. Siamo onesti: bello tornare in Europa, ma la preparazione a luglio ne risente. Per non dire che il Milan ha la rosa più giovane della serie A ed è il club che fornisce più giocatori alle varie nazionali. Se poi ci aggiugiamo che Conti, il giocatore di maggior talento e prospettiva arrivato a Milanello, si è subito infortunato….

In altre parole, occorre tempo. Per cui sarebbe stato molto meglio dire con onestà che il progetto parte oggi ma non arriva a fine stagione, ma come minimo l’anno prossimo, se non in tre anni. Non ci sarebbe niente di male con un’età media attorno ai 23 anni.

Eppure, il Bollettino lo ha scritto anche dopo il derby, il Milan ha cominciato la risalita. Con Lazio, Samp e Roma, preso il primo gol la squadra si è sfaldata. nel derby ha recuperato due volte due, segnando due gol a un Inter che fino ad allora aveva incassato solo 3 gol. E solo un fallo da “stanchezza” ha portato l’Inter alla vittoria, dopo aver subito tutto il secondo tempo. Con il Genoa, in 10, Donnarumma ha fatto solo una parata complicata, mentre ci sono state almeno cinque nitide palle gol, di cui due con Kalinic davanti alla porta (invece di tirare ha voluto stoppare) e due rigori netti. La squadra ha corso fino alla fine, cosa che non faceva prima e ha mostrato compattezza.

Montella lo ha detto: “Stiamo pagando gli episodi, possiamo uscire da questo momento difficile e oggi lo abbiamo dimostrato”. Questo è il punto: nel calcio, la fortuna si accompagna alla determinazione. E nel Milan manca ancora quel quid che si cgiama la cattiveria sportiva. Basterebbe la scintilla, la vittoria di prestigio, una goleada. Fino a quando non arrivano, il rischio è quello di incartarsi sempre di più: davanti alla porta si sbaglia per troppa foga, si tira da lontano quando si potrebbe servire il compagno che ha finalemnte trovato un corridoio libero.

Tra l’altro, Montella sta trovando gli aggiustamenti. Rodriguez nella finta difesa a tre, diventa una sorta di 433, con Borini che gioca più avanzato di 10 metri e Rodriguez dieci più indietro. Le probabili due giornate a Bonucci, dimostreranno che in questo momento è un freno alla squadra: cosa gli sia accaduto è un mistero. Più che il rendimento scadente, non si sta rivelando un leader e certe ingenuità (il gol subito dal Rijeka, la non marcatura di Icardi e l’essere cascato nella provocazione di Rosi) non sono accettabili per uno del suo livello. Il Bollettino lo ha già scritto: dire di no era difficile, ma i 50 milioni impegnati per l’acquisto e l’ingaggio di Bonucci sono stati tolti dall’acquisto di una punta da 20-25 gol.

In conclusione: il momento peggiore è passato, la squadra si sta ritrovando anche con le sue gerarchie, Biglia capitano andato per primo sotto la curva (con Donnarumma, Cutrone e Borini), ha forse rivelato una nuova leadership. Se il Bollettino si sbaglia lo si capirà molto presto….”.

 

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