Gandini: “Ecco perché non farò ritorno al Milan”

Gandini: “Ecco perché non farò ritorno al Milan”

Umberto Gandini, ex dirigente di Milan e Roma, ha parlato ai microfoni di Radio Anch’Io Lo Sport: le sue dichiarazioni chiudono la strada ad un suo ritorno

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Umberto Gandini, ex dirigente del Milan e della Roma, ha rilasciato un’intervista alla trasmissione ‘Radio Anch’Io Lo Sport’, in onda sulle frequenze di ‘Rai Radio 1’. Queste le dichiarazioni di Gandini:

Sul suo addio alla Roma: “Con i giallorossi era arrivato a compimento un processo grazie al quale poteva venire meno la figura dell’amministratore delegato. Dall’altro lato c’era la possibilità di tornare a Milano e dal punto di vista personale mi interessava”.

Sul suo possibile ritorno in rossonero: “Purtroppo o per fortuna, dipende dal punto di vista, non torno al Milan, ci siamo rincorsi lungamente poi con il nuovo amministratore delegato, Ivan Gazidis, ed abbiamo valutato che non fosse idoneo e per il momento non tornerò”.

Sui motivi del no al Milan-bis: “Non dovreste chiedere a me, ma alla proprietà perché non sono tornato. Gazidis è un grandissimo professionista, è stato la prima scelta di chi guida il fondo Elliott e aveva espresso un interesse ad una collaborazione. Poi il tempo che è passato dalle intese all’accordo con Gazidis ha permesso che la società Milan si consolidasse in modo da non prevedere un numero due”.

Sul suo futuro professionale: “La Federazione penso sarà un’opportunità presto sul mercato, c’è da prendere in mano la gestione del club Italia, la scelta di rinunciare ad un direttore generale comporta la redistribuzione degli incarichi. Io penso di avere tutti i numeri per essere interessante e la Nazionale è un ambiente sul quale mi piacerebbe confrontarmi. Ma per il momento si tratta soltanto di illazioni. Avendo fatto 25 anni a livello di club anche internazionale, guardo con interesse anche all’estero. Mi piacerebbe”.

Chiusura ancora sulla Roma: “È una società in crescita dove la parte organizzativa ha un’evoluzione continua ed è fatta molto a immagine e somiglianza del presidente che nonostante si dica il contrario, è molto partecipe al quotidiano della Roma. Si interessa in particolare di alcuni settori e si è arrivati ad un punto in cui preferiva un rapporto diretto col management e non mediato da un amministratore delega”.

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