Milan, le considerazioni dopo il pareggio di Benevento

Milan, le considerazioni dopo il pareggio di Benevento

Dopo il pareggio di ieri contro il Benevento, ecco cinque considerazioni sulla gara del Milan del Vigorito

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

1- L’ASPETTO PSICOLOGICO
Spesso si è discusso in questa stagione sul profilo psicologico della squadra. Parlando di spirito, di anima. Dalla fusione fra gruppo storico e nuovi arrivi, dalla tendenza a subire gol nei momenti in cui le partite con le grandi erano in equilibrio, fino alle capacità di integrazione e adattamento di tanti nuovi acquisti. Tutto questo è arrivato ad un dunque: la terapia d’urto. L’ha fatta, nostro malgrado, Brignoli. Con tutti gli avversari che sghignazzano, non c’è occasione più cruciale per trovare una volta per tutte energia, intensità e orgoglio. Mai come oggi è decisivo guardarsi dentro.

2- LE NOVITÀ
Il pareggio del Benevento si è portato via tutto. Ma in casa nostra le sensazioni degli altri 94 minuti della partita restano. In forte calo dopo l’espulsione di Romagnoli, avevamo mostrato alcune cose in precedenza. Suso e Bonaventura più accentrati e più vicini a Kalinic, con le corsie più libere per gli esterni Rodriguez e Borini, in definitiva un sistema bordeggiante fra il 3-4-3 e il 3-4-2-1 con compiti delineati diversamente e in linea di principio più essenziali.

3- LA PRESTAZIONE DI JACK
Schierato in posizione più offensiva e più vicino alla porta, Giacomo Bonaventura ha fatto gol in campionato (cosa che non accadeva dalla partita del suo infortunio, a Udine, nel gennaio di quest’anno), ha servito a Kalinic l’assist del 2-1 e ha prodotto altre 3 conclusioni, di cui una di testa nello specchio e due tiri finiti alti. Ha concluso di meno Suso, ma la riacquisizione di Jack in chiave offensiva è un dato importante.

4- TANTO LAVORO SUBITO
Siamo scesi in campo a Benevento dopo una serie di allenamenti settimanali intensi. Rischi e danni collaterali messi in preventivo. Sostituzioni prudenti nel finale di gara, anche per questi motivi. In assenza della sosta invernale, questo lavoro andava fatto il prima possibile e la scelta è andata in questa direzione. È il tempo di cui ha bisogno Rino Gattuso per mostrare, anche a livello atletico, i frutti del suo lavoro.

5- SEGNALI DAI SINGOLI
Le prestazioni di Leonardo Bonucci e di Franck Kessie sono state in crescendo rispetto alla media stagionale. La posizione di Leo è stata più difensiva e più catalizzatrice, con buoni recuperi difensivi anche nei momenti più caldi della gara. Kessie è stato il vero ispiratore del primo gol e ha lottato di più e meglio contro il centrocampo del Benevento che, a sua volta, ha interpretato la gara con le armi a sua disposizione, ovvero corsa e determinazione.

Fonte: acmilan.com

 

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