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MILAN, i tre rimpianti di Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Milan (credits: GETTY Images)

Per il tecnico del Milan, Sinisa Mihajlovic, i rimpianti crescono per una prima parte di stagione che poteva davvero andare meglio.

Donato Bulfon

Una stagione che sembra davvero sul punto di svoltare. Con un derby stravinto e un entusiasmo ritrovato. Ma per il tecnico del Milan, Sinisa Mihajlovic, i rimpianti crescono per una prima parte di stagione che poteva davvero andare meglio e che ora poteva spalancare ai rossoneri le porte verso obiettivi ben più alti rispetto all'Europa League.

"Non è semplice fare una squadra. C'era un nuovo allenatore, come giocatori nuovi e poi ci sono gli infortuni. I miei rimpianti riguardano alcune partite che avremmo meritato di vincere e non lo abbiamo fatto", parole chiare e indicative del carattere del tecnico serbo. Ahimè quei punti buttati. Con il senno di poi, infatti, il Milan poteva avere molti punti in più, che avrebbero potuto lanciare la squadra rossonera verso quel terzo posto tanto agognato. Analizzando le gare dei rossoneri nel girone d'andata, si capisce benissimo come i ragazzi di Mihajlovic abbiano davvero faticato con le piccole squadre che sulla carta erano ampiamente abbordabili. Fino ad ora il Milan ha vinto 10 gare, ne ha pareggiate sei (con Torino, Carpi, Verona, Atalanta, Roma, Empoli) e perse sei (Fiorentina, Napoli, Inter, Genoa, Juventus, Bologna). Con una concentrazione ed un'attenzione maggiore, buona parte dei pareggi potevano essere tranquillamente trasformati in vittorie, soprattutto le gare con Carpi, Verona, Roma ed Empoli. Stesso dicasi per le sconfitte con il Genoa e con il Bologna, che potevano essere altrettanti pareggi. Questo significa che il rimpianto sui punti persi è reale, dato che con poco, il Milan poteva avere ben dieci punti in più rispetto ad ora. Ed essere lì, a due lunghezze dalla Juventus e a quattro dal Napoli. Ma ora, dopo la vittoria contro l'Inter, le basi per costruire il famoso "girone delle rivincite" sembrano esserci e i tempi anche maturi.

L'altro rimpianto di Mihajlovic sono i tanti infortunati, ma in modo particolare la mancanza di due giocatori che avrebbero potuto dare quel qualcosa in più nei momenti difficili, cioè Menez e Balotelli. Il capocannoniere dello scorso anno e quello che molti pensano che sia ancora il miglior attaccante italiano. Due importanti defezioni, soprattutto in certi frangenti, che hanno costretto Sinisa a schierare sempre gli stessi attaccanti per molto tempo, dato anche il contemporaneo infortunio di Niang. Questo girone di ritorno dovrà essere la rivincita per tutti: per il Milan, per Mihajlovic e per gli infortunati.

Il terzo ed ultimo rimpianto del tecnico serbo è il mercato. Praticamente fermo, bloccato al ritorno di Boateng che era però a Milanello già da tre mesi. Sinisa avrebbe voluto mettere le ali al Milan (nel vero senso della parola, come l'esterno El Ghazi, rincorso ma poi lasciato li dov'è) con qualche rinforzo in più. Soprattutto dopo che gli unici due esterni veri, Suso e Cerci, siano stati lasciati andare al Genoa. Cambierà qualcosa nel prossimo futuro del Milan? Il modulo sarà sempre il 4-4-2? Domande legittime a cui potremo rispondere solo con il tempo. Imperativo dimenticare il derby e ripartire da Palermo con altre certezze in più.

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