Milan, cinque considerazioni dopo le tredici partite disputate

Milan, cinque considerazioni dopo le tredici partite disputate

Il sito ufficiale del Milan ha voluto analizzare questa prima di stagione della squadra di Vincenzo Montella: in evidenza aspetti positivi e negativi

di Salvatore Cantone, @sa_cantone

3 PARAMETRI DIVERSI FRA LORO
Il Milan 2017-2018 in Europa League ha giocato 6 partite, segnando 18 gol e subendone 3. In campionato, nelle 4 partite che ha vinto, la squadra rossonera ha segnato 10 gol incassandone 2. La stessa squadra, sempre in campionato, ma nelle 3 partite che ha perso, ha segnato 1 gol nel finale a Roma e ne ha subiti 8. Sono numeri, diversissimi fra loro, ma non sono solo fredda statistica. Indicano che la squadra non si è ancora stabilizzata e che deve ancora trovare la sua andatura, il suo passo, la sua rotta di crociera. Lo dimostra anche l’assenza di pareggi, di gestione, anche nelle amichevoli, o vittorie o sconfitte. Cosa accettabile, se si tengono in considerazione più fattori.

I FATTORI DI INIZIO STAGIONE
La società rossonera, in una estate di grandi investimenti, ha messo a disposizione di Vincenzo Montella ben 7 giocatori per il giorno del raduno del 5 luglio, anche se per il pregresso nelle rispettive nazionali sia Andrea Conti che Andrè Silva si sono aggregati alla squadra solo successivamente. La spina dorsale è stata poi innestata successivamente. Bonucci ha giocato la sua prima partita ufficiale il 17 agosto, Biglia dall’inizio il 10 settembre, Kalinic dall’inizio il 17 settembre. In tutto questo è stato affrontato anche un cambio di sistema di gioco. Alla luce delle date, i tempi del processo di coesione del Milan hanno un loro fondamento.

DAL 4-3-3 AL 3-5-2
Nella scorsa stagione, il Milan partito fra molte diffidenze era riuscito a compattarsi con il 4-3-3, un modulo nel quale la squadra aveva trovato certezze tattiche e coesione morale. Il 3-5-2 comporta una nuova attitudine e una nuova mentalità che ha bisogno di essere metabolizzata in particolare da Romagnoli e Zapata in difesa, da Montolivo e Locatelli a centrocampo, da Suso e Bonaventura nelle zone più avanzate. Anche metabolizzare le novità comporta del tempo, fermo restando che il 3-5-2 è una strada tracciata con chiarezza e decisione dallo Staff tecnico rossonero.

LA PRESENZA DELLA SOCIETÀ
Nei post-partita delle 10 gare ufficiali vinte dal Milan, sono sempre intervenuti ai microfoni l’allenatore e i giocatori, come giusto in casi del genere. I dirigenti hanno preso la parola solo dopo le 3 sconfitte, con parole molto protettive dopo Lazio-Milan e dopo Milan-Roma, stimolando invece la necessità di un atteggiamento migliore al termine della partita di Genova. Atteggiamento che è nettamente migliorato proprio contro la Roma. Allo stato, interventi condivisi e produttivi.

IL SENTIMENTO DEI TIFOSI
Nelle 7 partite giocate dal Milan a San Siro, sono stati 361mila i milanisti che hanno sostenuto la squadra durante le partite. Allo stadio, sempre grande tifo e sempre grande supporto. Sulla rete, come è nella natura delle cose, più sfoghi e anche imprecazioni dopo le sconfitte. Il tifoso rossonero non vede l’ora di rialzare definitivamente la testa e anche una sola partita di involuzione crea fibrillazione. Sono tutte cose di cui è giusto tener conto, ma che vanno contemperate con i tempi fisiologici di una stagione di grande cambiamento.

fonte: acmilan.com

TI POSSONO INTERESSARE ANCHE:

Milan, presto il nuovo preparatore atletico: Dominici in pole position

Fiori: “Montella e l’esonero di Marra? E’ una scelta stranissima…”

Marra: “Non scrivete male di Montella, sono io il responsabile”

Marra-Montella, le vere ragioni del divorzio

Montella: “Divergenze con Marra, ma non era il problema”

SEGUICI SU: Facebook /// Twitter /// Instagram /// Google Plus /// Telegram

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy