LIVE PM – Fassone: “Investitori e UEFA, sono fiducioso. Vogliamo vincere l’Europa League”

LIVE PM – Fassone: “Investitori e UEFA, sono fiducioso. Vogliamo vincere l’Europa League”

L’amministratore delegato rossonero Marco Fassone risponderà alle domande che i tifosi gli porranno. Segui con l’evento con la nostra diretta testuale

di Edoardo Lavezzari, @Edolave

Finisce qui anche la diretta su Milan TV.

Un approdo sui social: “Non ci ho ancora pensato, visto che non ho tempo di stare dietro a queste cose. In futuro vedremo…”.

Su Romagnoli: “Ha la possibilità di diventare un nostro pilastro. Bonucci sono sicuro che adesso tornerà grande come prima. Anche Kalinic che si è sbloccato in nazionale siamo fiduciosi possa dare qualcosa in più”.

Sul ritorno dei Nazionali: “Ci sono alcuni nostri giocati che sono tornati con grande entusiasmo, mentre per gli italiani l’eliminazione è stata dura da digerire, soprattutto Bonucci”

L’atmosfera al San Paolo: “Mi aspetto un San Paolo stracolmo, quello stadio è un valore aggiunto. Mi ricordo benissimo quello stadio, che dà un supporto incredibile alla squadra. Spero che il Milan renda la vita difficile alla squadra partenopea”.

Sulla gara contro il Napoli: “Spero che i tifosi del Milan non si debbano nascondere a Napoli (ride, ndr). Auguro che i tifosi napoletani del Milan siano orgogliosi della prova della squadra di sabato sera”.

Sul mercato a gennaio: “La possibilità di intervenire c’è, ma sia Mirabelli e Montella mi dicono che la rosa è sufficientemente completa e che la rosa va bene cosi”.

Kalinic e André Silva al top: “Ho fiducia incrollabile in Mirabelli e nelle sue qualità di analisi e valutazione. Nel vedere queste due punte, sono il primo a soffrire perché non stanno al massimo. Ma sono certo che arriveranno, sono forti entrambi. Nikola è conosciuto mentre André arriva dal Portogallo, ci faranno divertire entrambi”.

Accostamento di Romagnoli alla Juventus: “Tolgo ogni preoccupazione ai nostri tifosi. È un ottimo difensore con un mercato ottimo. Nell’estate 2016 dovevo confrontarmi con Galliani e ricevemmo un’offerta altissima per lui, gli dissi di non pensarci nemmeno perché Alessio è una colonna del Milan. Lo sarà anche della Nazionale. Sta a Milano, è contento a Milano ed è contento con noi”.

Ancora su San Siro: “Lo riempiamo 3 volte l’anno. Per il resto facciamo una media di 45 mila spettatori. Per cui da una parte c’è la voglia di avere una casa grande. Poi bisogna fare anche delle valutazioni. Le stiamo facendo anche con il sindaco e la città per capire se restare a San Siro o trovare un’altra derivazione e dove”.

Un retroscena su Suso: “Rinnovo di Suso? Importantissimo. Ogni tanto leggo e sento che fanno bene i vecchi e non i nuovi, quelli che già c’erano, ma quelli che adesso brillano sono gli stessi che abbiamo trattenuto noi con nuovi contratti. Ricordo che per Suso, lo scorso anno, Galliani me lo passò al telefono per dirgli di rimanere qui tranquillo e che al rinnovo avremmo pensato noi”.

Sente la rivalità con l’Inter? “Sì, ma credo sia la rivalità più intelligente che abbia mai vissuto. A Torino è molto diverso, qui è più sfottò divertente e leggero. Milan e Inter possono lavorare insieme fuori e poi giocare duro sul campo”.

Le piacerebbe che un’area vicino a San Siro venisse dedicata ad una figura rossonera? “Sì, credo che il sindaco stia facendo i primi passi per farlo. A breve avremo qualche illustre milanista tra le piazze e le strade delle nostra città

In caso di nuovo stadio, che tipologia sarebbe? E di che capienza? “La capienza è un aspetto controverso. Tutti lo vorrebbero da 80mila perché tre volte all’anno lo riempiamo, ma nelle altre no. Dunque serve un mix equilibrato ma ne sono certo che lo troveremo. Stiamo lavorando su ipotesi diverse: ristrutturare San Siro o valutare altre zone a Milano e fuori”.

L’Europa è la casa del Milan. Lo ha percepito rispetto ad altri club? “Sì, è come essere nell’habitat naturale anche se è strano, mi spiego meglio. Questa rosa è formata da ragazzi che non avevano esperienza europea, ma tutti hanno giocato con grande naturalezza in coppa”.

Cosa si prova a lavorare nel Milan? “Domande che prevedono una risposta ruffiana, ma il Milan è speciale. Nulla da togliere agli altri club, ma qui ci si sente speciali. Vivo una responsabilità straordinaria di dare felicità ai nostri milioni di tifosi”.

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Rigiocare qualche partita: “Alcune sì perché mi sembrava meritassimo di più. Poi il derby è stata davvero una mazzata, devo essere sincero, vorrei rigiocare quei primi 45 minuti lì”.

I tifosi: “Lo stadio pieno fa sempre benissimo, l’Europa League, purtroppo, in Italia non è molto considerata salvo in qualche piazza. Spero che quest’anno le cose per noi possano andare diversamente e che il tifoso milanista possa venire ad aiutarci anche in Coppa, ma mi sembra che i tifosi rossoneri, quando serve, non si facciano pregare”.

L’Europa League: “Ci interessa molto e non solo perché regala un posto in Champions, ma anche perché è l’unico trofeo che manca in bacheca e perché il Milan è la miglior squadra in Europa storicamente”

La classifica: “Pensavamo di avere ¾ punti in più a questo punto, sappiamo tutti come li abbiamo persi, ma rispetto ai 9 punti che mancano dal quarto posto dobbiamo considerare anche quanto stanno correndo le altre. Forse i 72 punti che bastavano gli altri anni quest’anno non basteranno”.

La rosa: “Credo che il Milan abbia una rosa completa, in tutti i reparti, fatta con criterio e coscienza. Poi essendo piena di giovani, molti provenienti da campionati diversi, è possibile che serva un mese, due o tre in più rispetto a quello che si pensava prima. Serve tempo per imparare la lingua, conoscere la città, sistemare la famiglia eccettera”.

La squadra: “Più che sorprese abbiamo alcuni giocatori da cui ci aspettavamo di più, ma li aspettiamo. Abbiamo giocatori che ci stanno stupendo e che stupiscono soprattutto i tifosi, penso ad esempio a Borini, si diceva fosse solo un pallino di Mirabelli invece sta facendo benissimo come anche Ricardo Rodriguez, che è reduce da due grandi partite con la Nazionale. Cito solo loro due, gli altri non ne abbiano a male”.

Il Napoli: “Sarà una delle partite più complicate in assoluto, sappiamo quanto gioca bene il Napoli, ma noi stiamo crescendo di settimana in settimana, spero che per tutti i milanisti che sia una partita, bella e combattuta, poi vinca il migliore”.

Milan China: “E’ un’avventura tutta nuova anche per noi. Ingenuamente non avevo capito quanto ci sarebbe voluto per organizzare una società in Cina, crediamo che la burocrazia italiana sia lenta, ma quella cinese lo è di più. Di fatto abbiamo aperto da un mese abbiamo già uno sponsor, arriveranno presto altri partner”.

Il gap con i top club: “David è un appassionato di calcio, quando ha deciso con mr Li di fare questo investimento aveva le idee molto chiare. Dobbiamo mixare due cose, l’esperienza europea, guardando a tanti esempi che ci sono anche in Italia e dall’altro lato la forza del Milan sul mercato cinese che è tanto grande da non rendercene nemmeno conto, basta intercettarne un pezzo”.

Una proprietà straniera: “Professionalmente sono un uomo fortunato, ho trovato società e presidenti molto diversi che mi hanno permesso di essere più completo. Questa è la situazione più anomala, perché è la proprietà meno presente. In altri paesi, ad esempio in Inghilterra, quasi non sanno chi siano i presidenti, il calcio è molto managerializzato. Da noi il presidente è visto quasi come un unico. Qui al Milan invece ho molte responsabilità, ma David Han Li è sempre presente, è spesso qui e se non c’è ci telefoniamo ogni giorno”.

La scaramanzia: “Non so se è un rito, ma chiunque abbia fatto sport ha qualche rito o scaramanzia, tipo la cravatta o sedersi nello stesso posto. Ho fatto anche due anni a Napoli, qualche amuleto mi è rimato. Non ci credo più di tanto, ma so che certe cose farle non fa male…”

Le giovanili: “E’ possibile che anche in futuro si compri qualche giovane da inserire, ci tengo a dire che il lavoro fatto fino ad aprile era ottimo. Mirabelli e Galli stanno facendo valutazioni per possibili ulteriori miglioramenti del settore giovanile, il futuro nasce in casa. I risultati ci piacciono e sono contento che ci daranno soddisfazioni”.

I rimpianti: “Sicuramente qualcosa in modo diverso lo avremmo potuto fare, ogni giorno mi chiedo se abbiamo fatto le cose nel modo giusto. Qualcosa di meglio si poteva fare, sono perfezionista credo che si possa sempre migliorare”.

Le sponsorizzazioni: “Quello che è importante per me è stato vedere in estate, noi siamo arrivati ad aprile era tardi per concludere contratti entro l’estate quando inizia la stagione sportiva, nonostante questo i colleghi del commerciale sono riusciti a trovare sei nuovi partner, imprese nuove e dinamiche. Se in pochi mesi abbiamo fatto un lavoro così brillante chissà cosa potremo fare in futuro”.

San Siro: “Noi pensiamo che San Siro, icona del calcio mondiale, nel medio periodo non ci possa permettere di raggiungere gli obiettivi economici che uno stadio deve fornire. Il gap con l’estero, in grande parte, è dovuto dagli stadi Qualcosa dovremo fare, in Europa uno stadio condiviso non ce l’ha più nessuno. Se sarà San Siro o no lo vedremo, c’è un dibattito aperto, ascolteremo anche i tifosi. Serve uno stadio nostro, la direzione è tracciata. Quale sia lo vedremo presto”.

Il rifinanziamento del debito: “In Italia spesso si fanno fughe in avanti, io devo essere più prudente. Ci sono accordi di riservatezza che non possono essere violati, posso dire che in questo caso sono moderatamente ottimista. Ho sempre detto che volevo completare il rifinanziamento del debito con 6 mesi di anticipo, ne mancano ancora 11, non c’è fretta. Fa piacere vedere che molti investitori sono fiduciosi nel confronto del nostro progetto”

Conti: “Lo aspettiamo, sta recuperando prima del previsto ha tanta voglia di tornare e grazie allo straordinario lavoro di Milanello in quel ruolo siamo coperti con Calabria, Abate e anche Borini, non ci saranno interventi sul mercato”.

Un blocco Milan in Nazionale: “Quello di cui siamo orgogliosi è che in casa nostra ci sono tanti giocatori giovani che possono aspirare a quel traguardo. Credo che stiamo andando verso una Nazionale piena di milanisti”

La Nazionale: “Sono affranto da un punto di vista personale, da un punto di vista del lavoro sono convinto che questo episodio ci farà fare delle riflessioni, ma devono essere serie, noi troppo spesso facciamo delle riflessioni troppo frettolose e buttiamo via tutto, qui forse non si deve buttare via tutto, ma nemmeno far passare troppo tempo per dimenticare”

Donnarumma: “Gigio è un predestinato, con un talento fuori dal comune, io gli auguro il massimo e sono contento perché il Milan ha un gioiello in casa dal futuro luminoso”

Il mercato: “Convincere i giocatori è stato facile, più complicato trovare gli accordi con i club, penso alla Lazio, una trattativa estenuante per Biglia. La cosa più difficile però è stato il rinnovo di Donnarumma, non per il rapporto con lui, ma per chi lo rappresenta”

Il nuovo preparatore atletico: “Mi sembra una persona preparata, con un ottimo curriculum, ovviamente non lo conoscevo. Un paio di ragazzi hanno lavorato con lui, mi auguro possa fare il meglio del Milan”.

Montella: “E’ una nostra scelta, ha la nostra fiducia, siamo convinti di lui. Sappiamo che le cose non possono succedere con uno schiocco di dita, ma arriveranno”

Il quarto posto: “Manca certamente qualcosa, non ci aspettavamo di essere qui, ma dobbiamo anche considerare quanto sono andate forti le squadre avanti a noi. Mi auguro che noi si vada un po’ meglio e che qualcuno rallenti un po’ poi faremo i conti”

L’ottimismo: “Come faccio a non essere ottimista stando al Milan? Se dovessimo guardare in Europa, paragonandoci ad altri top club, il Milan ha un potenziale straordinario. Non so dirvi se arriveremo al Milan in 4/5/6 o sei anni, ma ci arriveremo, non ci sono dubbi”.

La Champions League: “Non abbiamo cambiato piano perchè crediamo che non sia più possibile arrivare a quell’obiettivo, abbiamo presentato un piano senza Champions League perchè vogliamo solo far vedere a tutti che il Milan sta bene e che anche senza questa competizione il Milan sta bene e andrà avanti lo stesso”.

Il voluntary agreement: “C’è tiepido ottimismo, abbiamo fatto un ottimo lavoro con i collaboratori della parte finanziaria, c’è massima trasparenza sui nostri conti. Spero che lo valutino bene, non solo perchè il Milan è il Milan, ma perchè ci sono numeri e progetti seri. Lo scenario peggiore? Che la UEFA non sia convinta del nostro piano e ci rimandi in primavera per un normale settlement agreement”.

Si comincia: “Ho iniziato nel calcio come dirigente, prima lavorato in Ferrero, l’azienda della mia vita da cui pensavo di non andare mai via. Intanto facevo l’arbitro, sono arrivato al quasi al culmine ho fatto l’assistente arbitrale in Serie A e lì è arrivata la chiamata del Torino, è iniziato tutto così”.

Cari amici di PianetaMilan.it, tra pochissimi minuti l’amministratore delegato rossonero Marco Fassone risponderà alle domande che i tifosi gli invieranno tramite Milan TV e i social network in un evento che noi seguiremo in diretta testuale per voi, per non farmi perdere nemmeno una dichiarazione del numero uno rossonero. Restate con noi!

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