La UEFA nega il settlement: Milan rinviato a giudizio. A giugno la decisione

La UEFA nega il settlement: Milan rinviato a giudizio. A giugno la decisione

Dopo il voluntary agreement, la UEFA dice no anche al settlement per il Milan. Giudizio rinviato a giugno

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Secondo quanto rivelato da La Gazzetta dello Sport, niente settlement agreement per il Milan. La UEFA, infatti, ha detto no alla richiesta rossonera, rinviando a giudizio il club per la prossima metà di giugno. E tutto potrà succedere. Le sanzioni che possono essere applicate sono tante, compreso lo spettro dell’esclusione dalle Coppe Europee. Se così fosse, Milan fuori dall’Europa League, a favore dell’Atalanta e con la Fiorentina ai preliminari. Lo spiraglio c’è, ma è minimo.

Secondo la Rosea, i rossoneri sono stati informati della decisione nel tardo pomeriggio. La situazione sembra atipica, con la UEFA e i club che di solito riescono a trovare un accordo di massima. Le condizioni, evidentemente, non c’erano, nonostante, con ogni probabilità, la stessa UEFA avesse concesso tempo al Milan per avere maggiori notizie su rifinanziamento, sulla proprietà e sui ricavi futuri. In pratica, il Milan non ha aggiunto elementi che potessero far cambiare la decisione iniziale.

I perché – I motivi del no anche al settlement sono in pratica gli stessi del voluntary, cioè le troppe incertezze sul rifinanziamento che ancora non si è concluso e se verrà concluso, le incertezze su mister Li e sul ruolo del fondo Elliott, ma anche quelle sui ricavi, soprattutto quelli provenienti dalla Cina. Il Milan, secondo la UEFA, conta su ricavi non confermabili, considerato anche il fatto che il mercato cinese non è neanche partito.

 Cosa può succedere – Toccherà ora ai giudici decidere, con la lista delle sanzioni che potrebbero essere molte, soprattutto per il deficit rossonero che supera i 100 milioni nel triennio. Stop al mercato, limitazioni della rosa, multa, tutte possibili ma anche probabili, con la più grave, cioè l’esclusione dalle Coppe. La decisione dovrà arrivare a metà giugno, perchè la nuova stagione sarà già alle porte. Anche se il Milan dovesse colmare in questo lasso di tempo le lacune, non è detto che possa bastare. Il consiglio giudicante deve decidere sulle carte che ha in mano, legate alla decisione di oggi. Nel caso in cui questi nuovi elementi ci fossero, dovrebbe decidere se tenerne conto o meno, come se fosse una sorta di Cassazione. Il Milan ha poco meno di un mese per tentare di recuperare la situazione disperata contro la quale è sempre possibile l’appello al Tas di Losanna, che però dovrebbe decidere con procedura di estrema urgenza.
E c’è una paradosso – I tifosi del Milan potrebbero sperare in una cessione del club che, paradossalmente, sarebbe pi facile da vendere se slegato dai legami di un settlement. L’ultimo dei desideri dell’Uefa è quello di escludere dalle coppe squadre come il Milan, la più vincente di sempre dopo il Real Madrid ma, evidentemente, i margini di decisioni erano davvero minimi.

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