Italia – Ventura: “Romagnoli era considerato un azzardo, e ora…”

Italia – Ventura: “Romagnoli era considerato un azzardo, e ora…”

Tutte le dichiarazioni di Giampiero Ventura, tecnico della Nazionale, nella conferenza stampa odierna, alla vigilia della sfida contro la Germania

di andreaantoniacomi

Giampiero Ventura, tecnico della Nazionale, ha parlato in conferenza stampa a “Milanello”: “Sono in questo mondo da 30 anni, ne conosco i meccanismi. Appena sono arrivato in Nazionale sono partiti i paragoni col passato ancora prima che iniziassi a lavorare. Accetto i confronti, ma devono essere corretti, non si può accostare un Europeo alle qualificazioni a un Mondiale – si legge su ‘gazzetta.it’ -. Mi capita spesso di arrivare in contesti che necessitano una ricostruzione, ma non è un problema, pianificare il futuro è fondamentale”.

ANTICIPARE INIZIO CAMPIONATO – “Quest’anno abbiamo avuto poca Serie A prima della Francia e infatti abbiamo pagato dazio. Fino a 48 ore prima non avevo ancora parlato con nessun giocatore… si è perso 3-1 ed è stato definito un disastro, perché questa è la cultura che abbiamo qui. Ho chiesto se sia possibile, il prossimo agosto, iniziare addirittura tre settimane prima, sarebbe interesse di tutti, per giocarcela ad armi pari. Mi hanno risposto che sarei da ricoverare… scherzo, dalla Lega non c’è stata apertura né chiusura, ma è per rendere l’idea. Comunque, da quando sono c.t., ho trovato disponibilità da parte di allenatori e presidenti. Quando ero tecnico di club, l’unico aspetto che non avevo messo a fuoco è la scarsità del tempo a disposizione del c.t. della Nazionale. Purtroppo è l’intero sistema che funziona così. E sì, un po’ la vita sul campo tutti i giorni un po’ mi manca, ma finora il bilancio della mia esperienza in Nazionale è buono, sia per i risultati che per la voglia di crescere che tutti stanno dimostrando. Ci sono giocatori che danno l’esempio, oltre a Buffon penso sempre a Barzagli“.

BIG MATCH A SAN SIRO – “Italia-Germania dà stimoli di per sé, dovremo vedere cosa ci dirà questa partita. Incontriamo i campioni del mondo, pur con qualche giovane dentro, ma i giovani sono figli di una programmazione che dura da 8-10 anni. Servirà personalità, la gara va interpretata. E sarebbe stato bello avere uno-due giorni in più per prepararla, 24 ore sono poche. Ma prendiamo la serata per quella che sarà, anche se in Italia il risultato conta. E’ un’amichevole e come tale va considerata, il nostro futuro non è lì a San Siro, ma appena dietro. Rivincita dopo l’Europeo? Per qualcuno lo sarà, ma questa non è certamente una sfida che necessita di motivazioni extra. Non ho paura di prendere batoste, o altro”.

CHI GIOCHERà? – “Verratti, Bernardeschi e Zaza insieme? Non credo che giochino tutti e tre. Belotti, invece, gioca. Dobbiamo verificare le condizioni di alcuni giocatori, come Eder e Candreva. Il sistema di gioco dipenderà anche dall’allenamento che stiamo per fare, può influenzare la decisione. Qualche cambiamento, rispetto al Liechtenstein, ci sarà. La partita di Vaduz ha detto che possiamo usare quella disposizione in campo, ma va utilizzata nelle occasioni giuste, altrimenti si perde fiducia. Quanto ai giovani, ne ho lanciati tantissimi, ma tutelandoli, perché sono il nostro capitale. Basta pensare a Romagnoli… prima ancora di schierarlo con la Spagna, mi è stato detto che era un azzardo. E chissà che sarebbe successo se avesse toppato quel match. Non è una situazione che mi fa contento, ma tanto non si può cambiare. Gli stage serviranno a capire chi potrà unirsi al gruppo”.

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