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Milan, Joe Jordan: “Ibrahimovic è incredibile. Ha abolito l’età”

Joe Jordan, ex giocatore del Milan, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport (credits: Getty images)

Joe Jordan, ex giocatore del Milan, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco cosa ha detto

Salvatore Cantone

Joe Jordan, ex giocatore del Milan, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco cosa ha detto: "Sabato guarderò Milan-Verona in televisione. Non me la posso perdere. In campo ci sono i miei ricordi (ex anche del Verona, ndr) e vedere San Siro è sempre un’emozione».

Che cosa significa per lei?

«Da ragazzo tifavo per il Celtic Glasgow, che al tempo era una squadra fortissima e in Coppa dei Campioni sfidava il Milan e l’Inter. Erano dei grandi match. Vidi dei fuoriclasse che mi conquistarono, a cominciare da Gianni Rivera. Nel 1982 ricevetti un’offerta dall’Italia, mi voleva il Milan. Era il posto giusto. Così ci trasferimmo, io e tutta la mia famiglia».

Primo anno, la retrocessione in Serie B. Poi, la promozione.

«Era un Milan giovane, lontanissimo da quello che era stato e che sarebbe diventato dopo, ma nella squadra c’erano già dei giocatori che hanno segnato un’epoca. Il primo, Franco Baresi. Si capiva che il suo carisma l’avrebbe portato a essere uno dei migliori di sempre. Franco è una leggenda. E poi non dimentico Mauro Tassotti, e dopo ragazzi di valore come Sergio Battistini e Andrea Icardi. Le cose in quel periodo stavano cambiando».

Lei giocò due stagione nel Milan, poi andò all’Hellas.

«A Verona ho lasciato tanto del mio cuore. Osvaldo Bagnoli era un leader, lo spogliatoio unito. Eravamo amici, molto più che compagni di squadra. Il Volpe (Domenico Volpati, ndr), Piero Fanna, gli altri. Mi accorsi che c’era la mentalità per fare qualcosa di grande. Raggiungemmo la finale di Coppa Italia, perdendola con la Roma. Un anno dopo seguii a distanza la conquista dello scudetto. Sentivo che ce l’avrebbero fatta».

Lo scudetto, adesso, è un obiettivo alla portata di questo Milan?

«Stefano Pioli sta facendo un ottimo lavoro. I talenti sono molti e il gioco che esprime la squadra è brillante. Ho visto anche la partita di Champions League con il Liverpool. Le idee ci sono e le qualità anche. Il Milan ha tutto quel che serve per vincere. E presto riavrà Zlatan Ibrahimovic».

È lui l’uomo determinante?

«Lo trovo unbelievable, come si dice? Incredibile, sì. Non puoi immaginare che abbia quarant’anni: Ibrahimovic ha abolito l’età. Ha un fisico poderoso, ma comanda con la testa. Se il Milan ha avuto questi miglioramenti lo si deve anche a quel che ha dato Zlatan. Da quando è tornato si è visto come la squadra si sia evoluta. È più consapevole, più sicura. Perché uno così, che ha vinto dovunque, con una personalità enorme, ti cambia. Ibrahimovic è la svolta».

A proposito di attaccanti: in rossonero c’è anche Olivier Giroud.

«Per tante stagioni ha giocato in Inghilterra e ha fatto molto bene con Arsenal e Chelsea. È un centravanti completo. Tra lui e Ibrahimovic si fatica a tenere il conto dei gol segnati. In quanti possono avere gente di questo livello? Pochi, credo».

L’Hellas quante chance ha di fermare il Milan?

«La Serie A è durissima, è un campionato in cui niente è ovvio. Il Verona si è rialzato. È una squadra coraggiosa. Ha delle brave punte, tra cui Nikola Kalinic, che se sta bene sa sempre colpire. Occorrerà essere perfetti, non sbagliare mai, perché il Milan è di nuovo grande». Intanto il Milan pensa a un nuovo attaccante proveniente dal Belgio.

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