Ibrahimovic: “Riporto il Milan in cima e non voglio fermarmi” | News

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Zlatan Ibrahimovic, attaccante rossonero, ha parlato ai microfoni di ‘Repubblica’. Tanti gli argomenti interessanti dibattuti

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Zlatan Ibrahimovic AC Milan

Milan, Ibrahimovic ai microfoni di ‘Repubblica’

 

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWSZlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan, ha parlato ai microfoni del quotidiano ‘Repubblica‘ oggi in edicola. Tanti gli argomenti interessanti dibattuti dallo svedese. Queste le dichiarazioni integrali di Ibrahimovic.

Ibrahimovic sul fare gol: «Se non si fa gol, non si vince. È una delle mie responsabilità: segnare o fare segnare».

Ibrahimovic sull’essere un leader: «Mi sento un leader in campo, i compagni mi seguono: 10 anni fa c’erano un’altra situazione e un altro gruppo. Questo è molto giovane, ma con lavoro e sacrificio arrivano i risultati. Poi non dipende tutto da me».

Ibrahimovic sul Milan prima del suo arrivo: «Non posso giudicare il prima. Bisogna continuare, finora non abbiamo fatto niente. L’importante è non fermarsi».

Ibrahimovic sull’obiettivo Champions League per il Milan: «È ancora presto, il secondo in classifica è sempre il primo degli ultimi. Io devo puntare al massimo, per fare uscire il meglio da me e dagli altri. Non mi interessa lo Scudetto d’inverno, ma il titolo vero».

Ibrahimovic sull’assenza del Diavolo dalla Champions: «Non è normale per i tifosi e per il club. Forse in questi 7 anni ci sono state tante cose anche fuori dal campo: se non c’è stabilità sopra, non può esserci sotto».

Ibrahimovic sul confronto del marzo 2020 con Ivan Gazidis: «Eravamo bloccati dal lockdown e la squadra non sapeva niente del futuro. Io cercavo risposte, non ero il solo. Ci sentivamo giudicati prima ancora di potere fare davvero qualcosa».

Ibrahimovic sul mancato arrivo di Ralf Rangnick: «Si parlava di una persona che non c’era. Mancavano certezze, sono arrivate con la conferma di Stefano Pioli».

Ibrahimovic sul rapporto con Pioli: «Il nostro è un rapporto professionale: lui è l’allenatore e io il giocatore. Ha fiducia in me e mi fa stare bene. È un grande gentleman: non era semplice per lui, eppure non ha mai ceduto. È stato elegante, un altro avrebbe mollato. Il suo messaggio era di guardare sempre avanti: si è dimostrato da grande club».

Ibrahimovic sul confronto mediatico con Cristiano Ronaldo: «Giudichino gli altri: io ho responsabilità per la mia squadra, lui per la sua. Ognuno cerca di essere il migliore».

Ibrahimovic sul suo futuro: «Finché sto bene, vado avanti. Sono sempre stato onesto, non voglio mettere nessuno in una situazione da cui non può uscire. All’inizio ho firmato per 6 mesi: è capitato, a chi era tornato al Milan la seconda volta, che non sia andata bene. Siamo stati più flessibili lasciandoci vie d’uscita».

Ibrahimovic sulla sua carriera e le sfide che lo attendono: «Non sapevo di avere giocato tutte queste partite, significa che sono vecchio. Non voglio pensarci. La sfida di oggi è essere dentro una squadra molto giovane, diversa da come sono abituato. Mi piace tanto, mi dà anche più soddisfazione di quando vincevo».

Ibrahimovic su come ha affrontato il Covid: «Quando mi hanno detto che ero positivo, volevo capire che cos’è questo Covid. Chiuso in casa, aspettavo i sintomi: mal di testa e schiena, gusto perso dopo 4-5 giorni, ogni giorno qualcosa di nuovo. La febbre non l’ho mai avuta: era un fatto più mentale, il tempo passava lento. A casa non mi potevo allenare come prima, mi affaticavo subito».

Ibrahimovic sul diventare trainer online con Buddyfit: «Chi paga di più sono le nuove generazioni, se non fanno quello che abbiamo fatto noi alla loro età: andare a scuola, fare sport. Forse dovremo convivere col Covid e l’iniziativa di Buddyfit è proprio per andare avanti. Quando tutto tornerà normale, non sappiamo se ci saluteremo allo stesso modo, se andremo in palestra come prima. È stato per fare qualcosa di positivo: quando sei attivo, stai meglio e vivi meglio».

Ibrahimovic sul cambio del suo carattere negli anni: «Ogni anno maturi e io ne ho quasi 40, non si direbbe, ma è la verità. L’esperienza serve».

Ibrahimovic sul Festival di Sanremo: «Non è il momento di parlarne, lo faremo quella settimana».

Ibrahimovic sulla musica che ascolta: «La musica che mi piace è un mix».

Ibrahimovic sulla sua popolarità: «C’è sempre qualcuno che ha la sua opinione sugli altri, ma non mi fa effetto. Chi mi conosce sa chi sono. E io so chi sono, che cosa ho fatto e che cosa sono capace di fare».

Ibrahimovic sul diventare socio dell’Hammarby: «Per i talenti e per cambiare il calciatore svedese tipo. Che non è Ibra, io voglio più Ibrahimovic in Svezia».

Ibrahimovic su Emil Roback: «Ecco. Roback è un altro tipo di giocatore svedese: ha talento, velocità, tecnica. Ogni tanto si allena con la prima squadra: ci arriverà, se si allena bene».

Ibrahimovic sull’esperienza negli U.S.A.: «Negli Usa ho scoperto di essere ancora vivo nel mondo del calcio. Dopo l’infortunio con lo United, nel primo anno a LA volevo capire se avevo ancora lo stesso livello europeo. Nel secondo mi sono sentito come prima: o mi mettevo nuovi obiettivi o smettevo. Mino Raiola mi ha detto che smettere laggiù era troppo facile, io gli ho chiesto qual era la sfida più difficile e lui mi ha risposto il Milan».

Ibrahimovic sulla possibilità che la sua famiglia venga a vivere a Milano: «Vediamo, il mio contratto finisce tra 6 mesi. Tutto è possibile».

Ibrahimovic sul suo futuro: allenatore o dirigente? «Se dico qualcosa oggi, poi devo mantenere la parola. Fare l’allenatore oggi è molto stressante, ma quando smetterò può darsi che la veda diversamente. Per ora sono troppo concentrato sul campo».

Ibrahimovic su VAR e SuperLega: «La SuperLega mi sembra una questione politica tra FIFA e UEFA, per fare vedere chi è più potente. Sul VAR dico che gli errori fanno parte della vita, ma si sta andando nella direzione giusta, anche se le regole sul mani non si capivano bene e a Firenze mi hanno rubato il gol dell’anno. Comunque il Var rende più giusti anche i duelli coi difensori».

Ibrahimovic sui difensori più forti affrontati in carriera: «Mi piace Chiellini, è un animale, ha una mentalità che ti motiva, non puoi mai essere sicuro di averlo superato. Mi piacciono i duelli leali, non sporchi, non per fare male. Come quelli con Maldini, anche se lui dice che sono migliorato».

Ibrahimovic sull’aver cambiato il suo modo di giocare: «Io credo che la differenza non la faccia più il fuoriclasse, ma il collettivo. È normale che io non sia più quello di 10 anni fa, però sto facendo cose utili alla squadra. Non perdi qualità a 30-35 anni, perdi a livello fisico. Poi dipende dalla testa, dal tuo realismo e da quanto ti alleni».

Ibrahimovic sulla PlayStation 5 regalata ai compagni: «Era un trucco. Ho detto solo dopo che era gratis, ma che per chi non si era messo in lista era tardi. Volevo capire meglio i miei compagni, ma adesso corrono di più per me (ride, n.d.r.)».

Ibrahimovic sui guanti di Pierre Kalulu: «Era all’esordio e faceva freddo, ma gli ho detto di toglierseli subito. Uno che debutta così giovane deve mettere paura agli avversari: la prima immagine è quella che conta».

Ibrahimovic su Gigio Donnarumma: «Che resti al Milan è molto importante. È il simbolo cresciuto all’Academy, è il più forte portiere del mondo, deve avere fame e continuare così. Quando vedo qualcosa di straordinario, lo dico. Certo, uno così deve giocare anche la Champions, non può non avere ancora una presenza lì».

Ibrahimovic sulla convocazione in Nazionale: «Non è un segreto. Se uno sta bene, ci pensa. Vediamo. Dipende sempre da come stai. Io non entro in un gruppo, se non per dare qualcosa».

Ibrahimovic sulla sfida con il Milan: «La affronteremo all’ultima d’andata. Sta facendo cose top, grazie al collettivo. Quando avevo lasciato la Serie A, la gerarchia era diversa. Sono venuto qui per cambiare le cose e rimetterle a posto». LEGGI QUI L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI ZLATAN IBRAHIMOVIĆ AL ‘CORSPORT’ >>>

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