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INTERVISTE

Bonaventura si confessa: “Milan, ecco cosa mi sarebbe piaciuto”. Su Allegri: “Grandissimo”. E rivela che …

Milan, Bonaventura: 'Allegri ha un'intelligenza fuori dal normale'
Giacomo "Jack" Bonaventura si è raccontato a Carlo Pellegatti durante il podcast 'Tutti Convocati': il ritiro, i suoi anni al Milan e gli aneddoti su Allegri
Redazione PM

Giacomo Bonaventura ha da poco annunciato il suo ritiro dal calcio, dopo una lunga carriera tra Atalanta, Milan e Fiorentina. 'Jack di cuori' è tornato a parlare dei suoi anni in rossonero in un'intervista esclusiva concessa a 'Tutti Convocati', programma radiofonico in onda sulle frequenze di 'Radio 24'. Ecco, di seguito, le sue dichiarazioni.

Milan, l'intervista a Bonaventura

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Sul ritiro: "Avevo già deciso alcuni mesi fa, ma non sentivo la necessità di dirlo pubblicamente. Poi hanno iniziato a chiedermi un po' in giro e l'ho comunicato con un post su Instagram. All'inizio mi mancava l'adrenalina che ti da uno stadio. Quando da un giorno all'altro non senti più 70.000 persone che gridano per un tuo gol quella sensazione un po' ti manca. Mentre ero all'estero ho iniziato a sentire che mi stava passando la voglia di andare al campo di allenamento. Ho pensato che fosse inutile provare a tornare in Italia, perché sapevo che non ero in grado di dare il 100%. Quando non ti diverti più non ha senso continuare".


Su Massimiliano Allegri: "Allegri penso che sia un grandissimo allenatore. Ha una capacità di trarre il massimo da ogni situazione unica, ha un'intelligenza fuori dal normale. Se mi voleva alla Juve? C'è stato qualcosa (ride, n.d.r.). Ho visto un Milan in grande salute e un'Inter un po' appannata. Vincere lo scudetto sarà difficile, ma sicuramente gli daranno del filo da torcere fino alla fine"

Su Luka Modric: "Modric è un fuoriclasse. Giocare al Milan ti aiuta a mantenere quel fuoco che ti serve per giocare a calcio".

«Il grande Milan è stato uno: quello di Berlusconi»

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Su qual è stato il miglior Bonaventura: "A Bergamo ero più giovane, coraggioso e incosciente. Al Milan ero più completo, mentre alla Fiorentina è il momento in cui mi sono divertito di più. Il grande Milan è stato uno: quello di Berlusconi. Mi sarebbe piaciuto vincere di più, dato che sono rimasto sei anni, però non ho rimpianti perché giocare in una squadra così importante è stato comunque bellissimo".

Sui playoff della Nazionale: "L'Italia ha del talento e giocatori bravi. Gattuso sa entrare nella testa e nel cuore dei giocatori, lo conosco: so cosa può trasmettere. La Nazionale deve fare le cose semplici e far giocare i migliori. Io ci credo. Non sono d'accordo con chi dice che non abbiamo talento".