Bianchessi: “Daniel Maldini e quel provino suggerito da nonno Cesare”

Bianchessi: “Daniel Maldini e quel provino suggerito da nonno Cesare”

Mauro Bianchessi, oggi responsabile del settore giovanile della Lazio, ha ricoperto per una vita l’incarico nel Milan. Inserendo Daniel Maldini nei quadri

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILANMauro Bianchessi, oggi responsabile del settore giovanile della Lazio, ha ricoperto per una vita lo stesso incarico nel Milan. Inserendo Daniel Maldini nei quadri tecnici del club rossonero. Ecco l’intervista che Bianchessi ha rilasciato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola.

“In tribuna al ‘Vismara‘ sedeva spesso Cesare Maldini. Seguiva Christian, maggiore di 5 anni del fratello Daniel, che giocava difensore nelle giovanili del Milan. Il mio collaboratore era Francesco Zagatti, ex compagno di Cesare. Parlando, Cesare mi disse: ‘L’altro mio nipotino fa la scuola calcio alla Lombardia 1 ed è proprio bravo. Piccolino, ma bravo. Diverso, ma bravo. Dagli un occhio’. Lo feci un sabato mattina ed alla fine lo inserii direttamente nelle giovanili rossonere di mister Roberto Biffi“.

Quella mattina Daniel arrivò accompagnato dalla mamma Adriana e nel provino fu messo di fronte ad avversari più grandi di lui. “Di età ed ovviamente di fisico – ha proseguito Bianchessi -. Daniel era piccolo piccolo, davvero mingherlino. Ma aveva già un grandissimo talento. Cesare lo aveva capito subito: oggi sarà senza dubbio il più felice di tutti. Calcisticamente non somiglia per niente al papà: hanno caratteristiche diverse. Daniel rende al meglio se utilizzato da seconda punta o da trequartista. Mette in porta gli altri e vede la porta per sé: ha tecnica, fantasia, visione di gioco. È un sudamericano: in questo ha ereditato la parte venezuelana della madre. E fisicamente ha ancora margini di miglioramento“.

“Nelle giovanili Daniel ha trascorso anni in cui ha giocato ed altri in cui l’ha fatto poco – ha concluso Bianchessi su Daniel Maldini -. Faticava perché fisicamente era indietro. Ma ci abbiamo creduto e lo abbiamo aspettato. Quando aveva 14 anni si è presentata la possibilità di prendere un suo coetaneo che oggi è alla Juventus, con le stesse caratteristiche di Daniel. Scelsi di non prenderlo perché ero sicuro che, una volta completato il suo sviluppo fisico, con le doti tecniche che aveva, sarebbe potuto diventare un giocatore importante. L’esordio contro il Verona è stata una vittoria per tutti”.

Intanto, in casa rossonera, ci si interroga sull’opportunità di offrire un importante rinnovo di contratto ad uno dei suoi protagonisti dentro e fuori il rettangolo di gioco: per i dettagli, continua a leggere >>>

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