Aliyu: “Maldini, Leonardo e Weah erano fortissimi. Sono legato a Braida”

Mohammed Aliyu Datti, classe 1982, fu meteora nel Milan sul finire degli anni Novanta. Ecco cosa ha ricordato di quel periodo ai microfoni di Europa Calcio

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Mohammed Aliyu Datti Milan

NEWS MILANMohammed Aliyu Datti, classe 1982, fu meteora nel Milan sul finire degli anni Novanta. Ecco cosa ha ricordato di quel periodo ai microfoni di ‘Europa Calcio‘ il nigeriano Aliyu, ritiratosi dal calcio giocato nel 2010.

Sul coronavirus: “Ora mi trovo in Belgio. Al momento anche qui è tutto chiuso per la drammatica situazione del coronavirus. Dobbiamo essere forti e restare tutti uniti, e mi dispiace moltissimo sopratutto per quello che è successo e accadendo da voi e in Spagna”.

Su cosa sta facendo attualmente: “Sto frequentando da casa una scuola di francese per imparare meglio la lingua. E ti dico anche una curiosità: qui in Belgio è pieno di italiani, ovunque trovo sempre qualcuno che sa l’italiano (sorride, ndr). Ma durante l’anno trascorro sempre dei mesi in Nigeria, dove ho aperto e gestisco una scuola calcio. Non è molto grande, ma voglio dare la possibilità ai ragazzi di allenarsi e di crescere. Moltissimi di loro meriterebbero almeno un’opportunità. Ma ti dico di più: io e il mio amico Mohamed Sarr (ex Primavera di Treviso e Milan, n.d.r.) stiamo lavorando su un progetto che comprenda l’apertura di scuole calcio anche in Senegal e Ghana”.

Sull’esperienza al Padova: “Quando andai lì, la notizia finì su tutti i telegiornali nazionali nigeriani. E tanti miei amici di Kaduna uscirono di casa e festeggiarono a lungo per le vie della città. Erano tutti felicissimi per me. Padova mi piaceva tantissimo, si stava molto bene. Abitavo in una struttura del centro con altri compagni di squadra. Avevamo tutto e parlavamo molto tra di noi, non ci mancava davvero nulla. Indimenticabile poi il mio esordio in Serie B, quando entrai nei minuti finali della partita contro il Monza. Sarò sempre grato a mister Giuseppe Pillon. Ricordo bene anche alcune mie gare con la Primavera, giocavo bene e mi dicevano: “Se continui così, un giorno andrai in una big”. Non mi sono fermato e così arrivò la chiamata dei rossoneri”.

Sull’esperienza al Milan: “Anche lì facevo un po’ con la Prima Squadra e un po’ con la Primavera, dove legai molto con Mirco Gasparetto. Ho ancora impresso il mio esordio in Serie A in quella partita di Bologna: Zvonimir Boban non stava bene e George Weah era impegnato in Nazionale. Alberto Zaccheroni mi fece entrare nel finale e vincemmo. Lui, Ariedo Braida, Adriano Galliani e gli altri miei compagni di squadra mi fecero i complimenti. Paolo Maldini, Leonardo e Weah erano fortissimi. C’era anche Ibrahim Ba, che mi stava vicino e mi aiutava moltissimo. Ma la persona a cui sono più legato è Ariedo Braida, era come un secondo padre. Purtroppo non ho più contatti con nessuno di quel Milan, ma sarei felicissimo se potessi risentirlo”.

Sull’esperienza al Monza: “Anche dell’annata in biancorosso conservo bellissimi ricordi. Lì inoltre ho segnato alcuni gol, di solito creavo molte occasioni pericolose ma faticavo in termini realizzativi. A Monza sono cresciuto molto. Era una società satellite del Milan, e molti di noi giovani andavano lì a farsi le ossa”.

Sul suo futuro: “Mi piacerebbe molto in futuro tornare in Italia e portare a giocare da voi alcuni ragazzi della mia accademia in Nigeria, sarebbe un sogno. Mi sono sempre ispirato all’abilità di Braida”. IL GIORNALISTA TONINO RAFFA IN ESCLUSIVA PER NOI SUL MOMENTO DEL MILAN >>>

SEGUICI SUI SOCIAL : CLICCA QUI ⇓

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy