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IL DUELLO – Mihajlovic-Garcia, pistoleri con un solo colpo in canna

Sinisa Mihajlovic, tecnico del Milan (credits: GETTY Images)

Questa sera Sinisa Mihajlovic e Rudi Garcia si sfideranno in un match che ha mette in palio ben più dei tre punti. I due giocano il loro presente e futuro

Edoardo Lavezzari

La metafora, chiarissima, l'ha usata ieri Sinisa Mihajlovic in conferenza stampa: "Io e Rudi Garcia siamo come due pistoleri solitari che domani sfideranno all'ultimo sangue". Il concetto è semplice del resto: Roma e Milan sono in un periodo difficilissimo e per entrambi gli allenatori una sconfitta questa sera potrebbe costare caro, anzi carissimo. Tutti e due hanno raccolto molto meno del previsto, hanno a che fare con le pressioni di una piazza che si aspettava decisamente di più, ma soprattutto non sembrano poter contare su quella fiducia della società che è fondamentale per ogni allenatore. Tanto Garcia quanto Mihajlovic, come due veri "rinnegati" del West possono fare affidamento solo ed esclusivamente alla loro pistola, ovvero ai risultati. Vincere oggi significherebbe salvare la panchina, farlo poi nelle giornate successive vorrebbe dire guadagnare di nuovo, almeno in parte, quella stima che in questi mesi di campionato sembra essere andata persa.

Tra i due però, sembra esserci una differenza sostanziale: il calendario. La sensazione è che per Rudi Garcia, eliminato anche dalla Coppa Italia contro lo Spezia, quella di questa sera sia davvero l'ultima spiaggia. Il Milan invece, dopo la partita di Roma avrà due impegni nel giro di sette giorni: i quarti di finale di Coppa Italia contro il Carpi e il posticipo di domenica sera contro la Fiorentina. Difficilissimo, in questo momento così delicato, che la società di via Aldo Rossi possa pensare ad un cambio in panchina, anche al netto di un'eventuale sconfitta, che però deve essere onorevole.

La speranza del tecnico serbo, però, è un'altra: "sparare" per primo stasera e centrale il "bersaglio grosso" per non dover dipendere, almeno fino a mercoledì sera, dalle decisioni altrui, ma solo su sé stesso, come ha fatto in questi mesi in cui il rapporto con Silvio Berlusconi sembra essersi progressivamente raffreddato, fino alla mancata telefonata post sconfitta contro il Bologna, una novità assoluta per il tecnico serbo, abituato a confrontarsi sempre con il suo Presidente. Quello che vedremo stasera, insomma, è un Mihajlovic solo (forse solo la squadra è rimasta con lui), ma determinato a non mollare e anzi a riprendersi il Milan.

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